Ravenna. Un cittadino albanese è stato messo agli arresti domiciliari ed alcuni rappresentanti del Ravenna Calcio sono stati oggetto di perquisizioni personali e domiciliari ad opera della squadra mobile di Ravenna mercoledì 1 giugno, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Cremona relativa ad una serie di episodi connessi al fenomeno del calcio-scommesse.
La squadra mobile di Cremona, nel corso di indagini protrattesi per circa sei mesi, ha acquisito elementi per delineare l’esistenza di un’organizzazione costituita da calciatori ed ex calciatori professionisti, titolari di agenzie di scommesse, liberi professionisti ed altri individui i quali, grazie a conoscenze, relazioni personali e contatti, erano in grado di condizionare i risultati di alcuni incontri dei campionati nazionali di serie B e di Lega Pro, per poi effettuare puntate di consistenti somme di denaro attraverso i circuiti legali delle scommesse sia in Italia che all’estero.
Tale indagine, attivata e coordinata da Cremona, ha interessato numerosi altri Uffici sul territorio nazionale ed ha portato all’esecuzione di 7 ordinanze di custodia cautelare in carcere e 9 ordinanze per l’applicazione degli arresti domiciliari. Tra i personaggi coinvolti Beppe Signori, Cristiano Doni, Stefano Bettarini. Nell’indagine risultano a vario titolo coinvolte 44 persone indagate per le ipotesi di reato che vanno dall’associazione per delinquere alla truffa e frode sportiva. Le operazioni di esecuzione delle misure sono state condotte unitamente a personale della Polizia di Stato in servizio presso le Questure di Bari, Como, Bologna, Rimini, Pescara, Ancona, Ascoli Piceno, Ravenna, Benevento, Roma, Torino, Napoli e Ferrara.
Nel corso degli interrogatori Giorgio Buffone, direttore sportivo del Ravenna Calcio, avrebbe detto: “E' vero, scommettevo, ma voglio che sia chiaro che lo facevo solo per aiutare la situazione economica difficile della mia società”.