Bologna. Si è svolta in commissione bilancio affari generali e istituzionali l’audizione sul progetto di legge proposto dalla Giunta che disciplina la partecipazione della Regione ai fondi immobiliari chiusi per il sostegno all’edilizia residenziale sociale. La proposta di legge autorizza la Regione a sottoscrivere quote di capitali di fondi immobiliari chiusi per la realizzazione di alloggi di edilizia residenziale sociale da offrire alle famiglie a condizioni più convenienti di quelle offerte dal mercato. Anche nella nostra regione sono stati costituiti, o sono allo studio, questi tipi di fondi che, accanto alla partecipazione di soggetti commerciali e di organismi senza fini di lucro prevedono quella di istituzioni locali. “La diffusione dei fondi immobiliari chiusi – ha sottolineato il relatore – costituisce una grande opportunità per indirizzare verso il segmento dell’edilizia residenziale sociale flussi finanziari di rilevante entità e per promuovere e sviluppare forme di partenariato pubblico privato”. Costituita da 7 articoli la proposta di legge disciplina la partecipazione della Regione ai fondi immobiliari chiusi, specificando i requisiti di tali fondi nonché le modalità ed i criteri generali per la relativa selezione. Nel particolare la Regione potrà sottoscrivere quote del capitale dei fondi sia con apporti in denaro, sia conferendo beni immobili. Si stabilisce inoltre che i fondi cui la Regione aderisce debbano impegnarsi ad indirizzare le proprie attività in ragione delle esigenze di contenimento del consumo di territorio, privilegiando interventi di recupero e di riqualificazione urbana, nonché in ragione del ricorso a fonti energetiche rinnovabili ed a tecnologie costruttive a basso consumo di energia e a basso impatto ambientale, ed in ragione della diffusione degli interventi nell’ambito regionale.
Al fine di creare le condizioni per incrementare l’offerta di alloggi di edilizia residenziale sociale, la Regione con la legge regionale 6/2009, ha stabilito di destinare una quota della capacità edificatoria definita dagli strumenti comunali di pianificazione urbanistica all’edilizia residenziale pubblica. “Questa previsione di legge – si legge nella relazione che accompagna il documento – rende i comuni interlocutori indispensabili dei fondi immobiliari chiusi, non solo relativamente ai loro interventi di edilizia residenziale sociale ma per l’insieme dei loro investimenti immobiliari”.
Al temine dell’udienza l’assessore regionale alle Attività produttive ha a sua volta sottolineato che la proposta di legge della Giunta rappresenta una risposta aggiuntiva ai temi dell’abitare nella nostra regione. “L’obiettivo è molto pratico e mirato: dare l’abitazione a chi non ce l’ha soprattutto fornendo risposte a quella fascia sociale grigia che si sta allargando” ha specificato l'assessore.