Roma. Si è tenuta a Roma la 37° assemblea nazionale di Confcooperative. Seduti in prima fila ad ascoltare la relazione del presidente nazionale Luigi Marino anche rappresentanti del governo: il ministro all’Economia Giulio Tremonti, il ministro all’Agricoltura Saverio Romano e i ministri all’Ambiente e al Welfare, Stefania Prestigiacomo e Maurizio Sacconi. In rappresentanza di Confcooperative Ravenna erano presenti il presidente Raffaele Gordini, il direttore Andrea Pazzi, il consigliere Gianfranco Bessi e il presidente di Fedagri Ravenna Davide Vernocchi.
“E’ straordinaria la crescita di Confcooperative e delle cooperative che rappresentiamo, a dispetto di una crisi lunga, insidiosa e logorante – ha sottolineato Marino -. Le cooperative reagiscono meglio delle altre imprese. Continuano a incrementare l’occupazione aumentata del 3% nel corso del 2010 e del 5,5% se consideriamo il biennio 2009-2010. Si concretizza così la funzione sociale di cui parla la Costituzione”. Tra gli altri dati messi in evidenza da Marino la forte presenza femminile e straniera tra i cooperatori, 59% e 22%; la mutualità pienamente centrata con l’82% di media; l’alta presenza, 90%, di lavoratori assunti con contratti a tempo indeterminato; l’aumento del 18% delle esportazioni. Unica nota negativa in questa risposta positiva alla crisi è la diminuzione degli utili delle imprese cooperative che hanno fatto di tutto per tutelare l’occupazione.
Non sono mancate poi le richieste rivolte al Governo, in primis una riforma fiscale più completa e funzionale; una maggiore semplificazione normativa che velocizzi i processi burocratici; una lotta spietata contro il dumping contrattuale e condizioni più agevoli per l’accesso al credito, soprattutto nel Mezzogiorno. “Le criticità descritte da Marino nella sua relazione – afferma Raffaele Gordini, presidente Confcooperative Ravenna – meritano una maggiore attenzione da parte del Governo. Siamo soddisfatti del trend positivo di Confcooperative, ma non possiamo continuare a chiedere alla nostre imprese di sacrificare i loro utili che sono ormai vicini alla soglia dello zero. Le nostre cooperative hanno dimostrato di essere imprese corrette ma devono fare i conti con un mercato sleale, soprattutto a livello europeo, un mercato che interessa il mondo dell’agricoltura ma anche gli altri settori. Se vogliamo continuare a mantenere il nostro livello di crescita è indispensabile, adesso, che lo Stato faccia la sua parte, semplificando e velocizzando le modalità di pagamento alle imprese e favorendo l’accesso al credito che finora siamo riusciti a garantire solo grazie a Cooperfidi, il nostro istituto di garanzia creditizia”.