Il quorum è stato raggiunto, anche considerando il voto degli italiani all'estero. Siamo attorno al 57%. Il “Sì” oltre il  90% in tutti e quattro i quesiti.
Nei comuni del circondario imolese affluenza al voto attorno al 70%.

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Ore 15.45

Quorum al 57%, sembra ormai certo il raggiungimento della soglia.

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Ore 15.20

Quorum oltre il 55%.

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Ore 15.13
Quorum di poco oltre al 53%.

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Ore 15.09

Gli aggiornamenti in tempo reale, appena trascorse le 15, parlano di una sfida all'ultimo voto per raggiungere il quorum.

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Fanno ben sperare i dati sui flussi elettorali della prima giornata del referendum: alle ore 12 è andato alle urne l’11,64% dei votanti, alle ore 19 oltre il 29% e l’ultimo dato, quello delle ore 22, si attesta al 41,1%. Risultati molto buoni per la corsa al quorum che, come è noto, deve essere il 50% più uno degli elettori, ovvero 25.209.345 persone. La cifra “magica”. Una sfida importante ma che, secondo gli esperti, potrebbe essere a portata di mano: dall’analisi delle consultazioni referendarie precedenti, risulta infatti che il quorum è sempre stato raggiunto quando alla prima rilevazione la cifra era a due zeri. Calcolando poi che nella giornata di lunedì solitamente si reca alle urne il 15-20% dell’elettorato (costituito perlopiù dalla categoria dei cosiddetti “indecisi”), il fatidico quorum potrebbe essere anche superato e attestarsi, secondo l’ultima proiezione pubblicata, al 55%. Il che potrebbe rendere irrilevanti i voti degli oltre 3 milioni di italiani all’estero, sulla cui validità si esprimerà giovedì la Cassazione e da cui potrebbe dipendere l’esito finale.
 
L’ultimo referendum che fu considerato valido fu quello del 1995, quando si recò alle urne il 57,4% degli italiani per esprimersi, tra le oltre cose, sulla privatizzazione della Rai. Nelle sei successive consultazioni referendarie il quorum non fu mai più raggiunto, complice una sempre crescente disaffezione dell’elettorato ed una politica che ha introdotto e promosso un nuovo diritto, quello “all’astensione”. Ma i dati di ieri sono assai ottimistici, nonostante le numerose differenze tra regione e regione: al Nord l’affluenza è stata più alta (con picchi nelle solite Emilia Romagna con il 49,1% e Toscana con il 47,9%) mentre al sud più bassa (la peggiore la Calabria, con il 33,3%). In alcune città come Bologna, Reggio Emilia, Modena, Trento, Firenze, Siena e Livorno il quorum è già stato raggiunto mentre tutti i comuni del bolognese si sono dimostrati virtuosi con cifre che superano abbondantemente il 50%: l'affluenza più alta è stata registrata a Castel Maggiore, con il 61%, seguono Zola Predosa e Casalecchio di Reno con oltre il 56%. Castel San Pietro Terme si è attestata al 54,6% mentre Imola al 53,1%. Cd

Anche noi invitiamo gli italiani a fare una passeggiata domenica 12 o lunedì 13. Una passeggiata fino al proprio seggio elettorale. In un Paese dove si cerca di privare il cittadino di tutte le armi in suo possesso per una partecipazione attiva alla vita pubblica, dove c’è una legge elettorale talmente blindata da obbligarci a votare i candidati scelti dalle segreterie di partito, il referendum è come una boccata d’ossigeno perché ci permette di dire la nostra e di decidere su scelte vitali per noi e per il futuro dei nostri figli. Scelte alle quali chi governa dovrà attenersi.
Proviamo a ragionare. C’è un fatto che la dice lunga sul senso civico di molti politici. Circa un mese fa si votava per decidere i sindaci di tante città. Non ho sentito nessuno che ci invitasse ad andare al mare. Anzi. C’era chi ci prometteva qualsiasi cosa per un voto. Ebbene allora in ballo c’era la loro poltrona.
Questa volta dove in ballo non c’è il loro interesse, anzi se vincono i Sì addirittura alcuni di questi interessi saltano, ma decisioni importanti per tutti noi, ecco allora l’invito a non andare ai seggi. Troppo comoda!
Bene, questo è un buon motivo per fare una passeggiata fino al seggio elettorale.

In un paese “normale”, fatto di governanti “normali”, questi tre temi, nucleare, acqua, legittimo impedimento, sarebbero stati al centro di confronti, discussioni, approfondimenti, invece abbiamo assistito fino all’ultimo giorno ad una serie di furbate per espropriare gli italiani del voto. Prima il no all’accorpamento con le elezioni amministrative, poi il maldestro tentativo di rendere vano la materia del contendere (sul nucleare e sull’acqua), svuotando i referendum per cercare così di indurre gli italiani a non andare al seggio, facendo saltare il quorum e con esso anche il pronunciamento sul legittimo impedimento. Questo è un altro motivo per fare un passeggiata fino al seggio elettorale.

Poi ci sono i contenuti. Non sono sciocchezze. Il nucleare è una scelta che ipoteca il futuro di tutti noi e dei nostri figli e nipoti per centinaia di anni. La scelta dell’atomo sappiamo tutti cosa comporta dal punto di vista della sicurezza. Mette in campo una tecnologia che l’uomo non è in grado di controllare con tutto ciò che significa. Ma c’è di più. Sono fandonie la pretesa ricerca dell’autonomia energetica italiana. Quanto potranno incidere alcune centrali sui fabbisogni nazionali? Peserebbe di più un pannello fotovoltaico su ogni abitazione. Ciò che conta a loro signori è il giro di quattrini che questa scelta comporta, soldi che non finirebbero in  tante mani, ma in alcune ben precise.
Questo è un altro motivo per fare un passeggiata fino al seggi elettorale e mettere una croce sul Sì al quesito sul nucleare (scheda grigia).

E poi c’è l’acqua. Personaggi autorevoli da tempo ci dicono che le future guerre saranno fatte per l’accaparramento di questa preziosa risorsa. E noi con una legge privatizziamo un bene che è di tutti. Diamo in mano la sua gestione a grandi multinazionali che hanno come unico scopo la massimizzazione dei profitti. Anche in questo caso non si tratta quindi di una scelta dettata da ragioni strategiche, ma unicamente economiche a favore di pochi, con i tanti che si troveranno un servizio peggiore e più caro. Questo ci dicono le esperienze in giro per il mondo.
Basano queste ragioni a giustificare la passeggiata fino al seggi elettorale e a mettere una croce sui Sì ai due quesiti sull’acqua (schede rossa e gialla).

Infine ma non ultimo il legittimo impedimento. Nessuno ci toglie dalla testa l’idea che cercando di non fare andare la gente a votare su nucleare e acqua, si volessero prendere i classici due piccioni con una fava. Mantenere in essere tutte le loro strategie sui due beni comuni ed impedire il raggiungimento del quorum sul legittimo impedimento. Un tema che tira in ballo l’uguaglianza tra le persone. Esiste già una legge che garantisce la possibilità, a qualsiasi cittadino, per motivi seri di non comparire in udienza. Ebbe la maggioranza di centrodestra voleva di più. Voleva che ciò fosse garantito in misura maggiore a poche persone con incarichi di governo con la semplice giustificazione di impedimento dovuto all’espletamento delle funzioni di governo.
Bene, allora concludiamo questa passeggiata ai seggi elettorale con un’ultima croce sul Sì al quesito sul legittimo impedimento (scheda verde).

Un’ultima considerazione. Comunque andranno i referendum non crediamo che segneranno la fine del governo Pdl – Lega. Troppo forte è l’attaccamento alla poltrona che le cercheranno tutte per arrivare fino in fondo, a discapito del Paese. Un Paese che non è più governato e che si trova di fronte a un bivio fondamentale per la sua tenuta. All’orizzonte c’è una manovra pesantissima e chi ci governa parla di riduzioni delle tasse e di riaprire i cordoni della borsa, un ultimo estremo e disperato tentativo di recuperare il consenso degli italiani, mettendo in ginocchio l’intero Paese.
I referendum non saranno la pietra tombale del berlusconismo, ma il raggiungimento del quorum e la vittoria dei quattro
Sì sono uno spiraglio, un’ennesima crepa che andrebbe ad inserirsi in una impalcatura che si regge su un equilibrio esilissimo. Un equilibrio che se una minima parte dei parlamentari si ricordassero del senso civico della loro funzione potrebbe saltare e lasciare spazio ad un nuovo governo capace di affrontare in maniera condivisa le pesanti scelte che sono all’orizzonte. Aiutiamoli. Aiutiamoli con il nostro voto, facciamogli capire che la maggioranza degli italiani vuole voltare pagina. (Valerio Zanotti)

I quesiti referendari