Castel San Pietro Terme. Un regolamento necessario e che ora è pronto per essere applicato. “La revisione dei criteri di assegnazione degli alloggi Erp era doverosa, non solo perché era annunciata nel nostro programma, votato a larghissima maggioranza dagli elettori, ma anche e soprattutto perché bisognava ostacolare ogni possibilità di abuso finalizzata ad avanzare nelle graduatorie a scapito di altre persone e famiglie. Tali abusi potevano innescare attriti e divisioni fra i cittadini e questo, nella nostra idea di città coesa e solidale, non è ammissibile”. Il sindaco Sara Brunori conferma la necessità del nuovo regolamento Erp, recentemente approvato in via definitiva dal Consiglio comunale e non è stato oggetto di alcuna impugnativa nei termini previsti dalla legge. “E’ importante ricordare – conclude il sindaco – quanto il nostro Comune sta facendo per la casa, impegnando risorse proprie, anche in un momento difficile come questo, per sostenere l’affitto garantito, per i contributi per l’affitto e  per gli alloggi di emergenza”.

La precisazione giunge dopo le critiche di Rifondazione comunista: “Per l'assegnazione degli alloggi Erp, è sbagliato attribuire punteggio sulla base del numero di anni di residenza. Da qualche anno a questa parte, forse sospinta da una certa propaganda di stampo leghista e xenofoba, l'opinione pubblica è stata indotta a credere che per l'accesso ai servizi occorra escludere qualcuno per non penalizzare altri. In questo filone, si iscrive la norma ‘soft’ che compare in molti regolamenti Erp e che, non potendo certo escludere i nuovi residenti dalle graduatorie, attribuisce un maggior punteggio a coloro i quali risiedono nel comune di riferimento da un certo numero di anni.  Una norma che compare anche in alcuni regolamenti del Circondario (Castel San Pietro Terme, Borgo Tossignano, Mordano, forse anche altri), ma non in quello di Imola né in quello di Dozza”.

Ma Cristina Baldazzi, assessore alle Politiche sociali e della Famiglia, nega che gli anni di residenza siano l'elemento determinante per formare la graduatoria Erp. “Proprio sotto questo aspetto – spiega Cristina Baldazzi, assessore alle Politiche sociali e della famiglia – abbiamo apportato una modifica ‘migliorativa’. Nel precedente regolamento, infatti, ogni tre anni di residenza si acquisiva un punto in graduatoria. Ma questo punto veniva azzerato in caso di ricongiungimento familiare. Nelle nuove norme si acquisiscono tre punti nei primi 10 anni e il punteggio si conserva anche in caso di ricongiungimento. Non è quindi questa modifica ad aver determinato lo spostamento di posti in graduatoria, avvenuto con l’introduzione delle nuove norme”. In pratica, chiarisce l'assessore: “sono 0,30 punti all'anno fino a un massimo di 3 punti dopo i primi 10 anni di residenza”. Si rispetta quindi la legge regionale che richiede solo i requisiti di residenza, o di lavoro, sul territorio senza sbilanciarsi troppo a favore di chi risiede da tempo e, quindi, senza “togliere diritti” a nessuno.

Nel nuovo regolamento, redatto dopo un lungo e accurato percorso di confronti istituzionali e tecnici, la graduatoria si forma a seguito di criteri oggettivi. Ad esempio, oggi lo sfratto per morosità non riceve punti, ma resta comunque determinante la valutazione dei singoli casi da parte dei Servizi sociali. “Le modifiche al regolamento per gli alloggi Erp – conclude Baldazzi – hanno il fine di assegnare in maniera più corretta le case, inserendo controlli proprio a tutela di chi ha veramente bisogno di un tetto, al di là della sua provenienza geografica”.