Bologna. Nell'ambito della commissione “statuto e regolamento” prosegue il percorso istruttorio che porterà alla presentazione in Aula del Progetto di legge per istituire la “commissione regionale per la promozione di condizioni di piena parità tra donne e uomini”, sottoscritto da tutti i gruppi consiliari. Il 15 giugno 2011 in commissione si è svolta l’audizione di due docenti universitarie, Antonella Picchio e Diletta Tega, esperte in materia di pari opportunità e contrasto alle discriminazioni.
La professoressa Picchio ha illustrato ciò che va emergendo dalle indagini statistiche sull’uso del tempo. Aumentare la fluidità fra lavoro pagato e quello senza profitto è uno dei compiti essenziali delle politiche pubbliche per le pari opportunità. Limitandosi solo a ciò che ha un prezzo di mercato, l’analisi economica tende a sottovalutare la dimensione quantitativa e cruciale del lavoro domestico e del lavoro volontario gratuito (non profit); eppure si tratta di componenti rilevantissime, quantitativamente maggioritarie, ed è sulle donne che si scarica la qualità della relazione fra produzione e riproduzione sociale. “Perciò – ha concluso la professoressa Picchio – le politiche pubbliche per le pari opportunità devono considerare sia lo spazio pubblico che lo spazio domestico, e sforzarsi di definire un nuovo paradigma del benessere”.
La professoressa Tega si è invece soffermata sul dibattito giuridico e costituzionalistico, a partire dalla sua essenziale dicotomia: contrastare e promuovere; vale a dire, le norme di divieto delle discriminazioni affiancate alle “azioni positive”. Queste ultime ottengono sempre maggiore attenzione, almeno all’interno dell’Unione Europea, perché cresce la consapevolezza che non tutti i soggetti partono con uguali opportunità, e i più deboli rischiano di avere un destino sociale predeterminato. Un ruolo propulsivo viene assolto dal diritto comunitario, in particolare per quanto riguarda il mercato del lavoro. Riveste un particolare interesse la Carta di Nizza, ormai parte a tutti gli effetti della legislazione italiana, nel dettagliare le varie, possibili forme di discriminazione: sesso, razza, colore della pelle, origine etnica, caratteristiche genetiche, lingua, religione, opinioni politiche, età, disabilità, tendenze sessuali.
La commissione ha già convocato per lunedì prossimo, 20 giugno 2011, alle 15, un’udienza conoscitiva su questo Progetto di legge.

el.an.