Imola. E' nato ufficialmente il gruppo emiliano-romagnolo delle aziende del settore aerospaziale: “IR4I Emilia Romagna Aerospace Cluster”. L’obiettivo del cluster è quello di affrontare con unità di intenti e collaborazione fra le imprese, il mercato mondiale, cogliendo direttamente tutte le opportunità che il mondo della ricerca offre sul piano dell’innovazione tecnologica. Unendo le loro forze in questa nuova associazione, le aziende aerospaziali dell’Emilia Romagna intendono partecipare in forma collettiva alle più importanti fiere del settore, partecipare a progetti di ricerca, concorrere per accedere a bandi europei e, soprattutto, formare la cosiddetta massa critica necessaria per presentarsi agli appalti internazionali come “prime-contractor” e non più come “sub-contractor”.
 
Le aziende che sottoscrivono l’atto fondativo del Cluster aerospaziale  sono dieci, mentre stanno arrivando altre richieste di adesione. Il gruppo nasce su iniziativa di Gaetano Bergami, presidente della Bmc Airfilters di Medicina e di Pier Giacomo Rinaldi Ceroni, presidente del centro studi Alcide De Gasperi di Imola. E proprio a Imola sarà la sede di IR4I Emilia Romagna Aerospace Cluster, “non solo perché è qui che è nata questa idea – spiegano Bergami e Rinaldi Ceroni – ma anche perché questa città e il suo circondario rappresentano logisticamente e culturalmente la cerniera ideale fra l’Emilia e la Romagna”.
 
Il cluster aerospaziale nasce dopo soli due mesi dal primo incontro “Ir4I – innovation & research for industry” con il quale un gruppo di imprese attive in vari settori, hanno incontrato direttamente la ricerca, per la prima volta in forma auto-organizzata, senza mediatori. L’incontro, al quale ne sono seguiti altri, a piccoli gruppi o bilaterali, si svolse il 13 aprile nella sede dell’Istec-Cnr di Faenza. “Da quell’incontro – spiega Gaetano Bergami – ha cominciato a prendere forma anche questa idea di riunire le aziende certificate per la produzione o la lavorazione di componenti destinati all’industria aerospaziale. Un’idea che ha colto subito l’interesse delle imprese che oggi rappresentano l’eccellenza a livello regionale in questo settore. Tutte animate dalla necessità di partecipare in modo attivo ai progetti di ricerca e innovazione, che sono necessari affinché l’Emilia Romagna rimanga leader nelle tecnologie avanzate”.
 
L’iniziativa “IR4I” di Faenza, vide la presenza di ventiquattro imprese dell'area imolese, ravennate e bolognese, presenti sui mercati internazionali in vari settori, dal packaging alle ceramiche, dall'automotive fino, appunto, all'aerospaziale. Il progetto, che proseguirà, in parallelo alle attività proprie dell’Aerospace Cluster, è di avviare un rapporto di scambio diretto, senza intermediari, fra aziende e laboratori di ricerca: “Un’idea – spiega Pier Giacomo Rinaldi Ceroni – partita da una felice esperienza di convegni, organizzati dal Centro studi Alcide De Gasperi di Imola, con il fine di comprendere le necessità degli imprenditori per affrontare i mercati di oggi e di domani. Ora il nostro ruolo è quello di accompagnarlo e dargli una continuità. Il gruppo aerospaziale è soltanto l’inizio di un lungo percorso”. Un percorso più che mai necessario: “Per lasciarci davvero alle spalle la crisi che in parte ancora stiamo vivendo – continua Rinaldi Ceroni – e per competere su scala internazionale, le imprese devono unire le loro forze utilizzandole al meglio, nella convinzione che il gruppo offre una forza che singolarmente, cedendo agli individualismi,  non è possibile avere”.
 
Riguardo alla nuova associazione dedicata all’aerospaziale, il concetto del fare squadra è rinforzato dall’unicità di ogni singola impresa, ciascuna altamente specializzata in settori ben determinati della filiera: “In Italia ci sono già alcune regioni in cui sono presenti dei poli aerospaziali – conclude Rinaldi Ceroni – ma noi possiamo oggi dire che il cluster aerospaziale dell’Emilia Romagna nasce dalla volontà delle imprese, su iniziativa diretta delle aziende eccellenti, che hanno deciso di darsi questo strumento, fortemente unitario, per consolidare una crescita in cui l’innovazione e la ricerca sono e saranno sempre più determinanti”.