Ad Imola è purtroppo ancora poco conosciuto il tennis in carrozzina, che nella nostra zona viene praticato solo da un'atleta tetraplegico a livello agonistico. Francesco Muscolo, ragazzo 26enne imolese, diplomato all'istituto Cassiano, vive da sempre in carrozzina. Ha iniziato a giocare a tennis nel 2001, quando per caso conobbe la disciplina ad una mostra di attrezzature sportive per i disabili allestita presso un centro ortopedico. “Ho visto un video con le paralimpiadi di Barcellona 1992 presso una mostra di carrozzine sportive – dice a proposito Francesco – e da lì ho pensato subito di cominciare a giocare a tennis”. Francesco cominciò ad avvicinarsi e ad esercitarsi a questo sport con l'aiuto del pluricampione di tennis in carrozzina, Fabian Mazzei. Per i primi mesi, il giovane atleta si allenò ed imparò le tecniche della disciplina con Mazzei, per poi affidarsi agli istruttori dell'Asbid (Associazione sportiva bocciofila imolese dilettantistica). Dopo vari allenamenti e partecipazioni a campionati e a tornei, sono arrivati anche i premi. Una grande fatica ed un intenso impegno per una ricompensa di tutto rispetto, che va oltre alle soddisfazioni ed alle medaglie e che costituisce per questo atleta un patrimonio umano e sociale inestimabile. “Adoro giocare a tennis, non posso farne a meno – spiega a riguardo Francesco – è uno sport che si è rivelato fondamentale all'interno della mia vita, mi ha fatto fare nuove conoscenze. E' stato socialmente utile. Se non avessi cominciato non sarei quello che sono adesso”. Ad oggi sono in totale dieci le medaglie conquistate ai campionati assoluti italiani e tra le coppe anche una Fairplay agli internazionali di Cesenatico del 2007. Tuttora Framcesco continua ad allenarsi alla bocciofila di Imola per i prossimi tornei, supportato come per gli scorsi anni da Gianluca Bernardi e Andrea Marcorello, istruttori Ptr (Professional tennis registry). E partendo dalla propria esperienza Francesco esprime anche la voglia di far conoscere questa attività sportiva ad altri, ritenendola importante e sicuramente utile per la crescita personale e sociale di chi ha un handicap. “Invito altri a partecipare a questa meravigliosa disciplina. Chi volesse venire a vedere come funziona o ad informarsi può farlo alla bocciofila, il posto in cui mi alleno”. (Marta Pellizzi)