Egr. direttore,
ore 13,25 di lunedì 21 giugno, ho appena ascoltato “l’indignato speciale” del TG5: quello non sa fare ad indignarsi! Ad Imola, un anziano signore è andato a fare un esame radiologico. Il braccio della macchina gli è caduto addosso procurandogli dolore e danni fisici: nessuno lo paga causa un infinito rimpallo di responsabilità che mai, come in questo caso, sono assolutamente chiare!
Il malato, che paga per la sua salute, si rivolge all’Asl per cercare di guarire e invece ne subisce un ulteriore danno: è l’Asl che deve pagare!
Che poi l’Asl vada a rivalersi su chi ha collaudato la macchina, su chi ha fornito i tiranti di sostegno o sulla Madonna del Piratello, questo non interessa un “bip” a chi ha subìto il danno!
E credo anche – sono “specialmente indignato” – che la Magistratura debba essere particolarmente solerte nel redimere le questioni di chi ha già abbastanza problemi ed una età che non si presta ad attese bibliche: la “giustizia” tardiva, è inutile e sempre ingiusta!
C’è un’altra faccenda imolese che mi ha molto indignato: una signora separata, con due figli, grossi problemi di salute, é da tempo in lista di attesa per una casa del Comune.
Era al settantesimo posto. Sono stati assegnati circa 15 alloggi e lei dovrebbe essere intorno al 55esimo posto invece è retrocessa al 77esimo. Perché? “Perché sono venuti molti immigrati che, poverini, hanno diritto alla casa”! Ma, in Romagna, “le bevute vanno pari”!
I poverini sono tutti uguali… se la prassi è che il poverino immigrato scavalca sempre il “poverino” imolese obbligandolo ad arrangiarsi, non è razzismo questo?
Tanto vale dire chiaramente: “Cari imolesi, non presentate nemmeno la domanda per un alloggio del Comune tanto vi saranno sempre immigrati che verranno inseriti prima di voi”!
È brutale e ingiusto, lo ammetto, ma la sincerità è sempre il coraggioso male minore anche perché illudere la gente sapendo di deluderla… è sadismo!
Un consiglio per finire: se, agli immigrati, venissero spiegati non solo i loro diritti ma anche i loro doveri, forse sarebbe molto più facile convivere. È difficile, a volte, subire danneggiamenti, insulti, frasi di disprezzo da chi è solito pretendere senza dar mai nemmeno un sorriso in cambio.
Mi sono imparato quasi a memoria la Costituzione scritta anche da Togliatti e da De Gasperi e non ho trovato nulla che mi vieti di pretendere il rispetto che io do agli altri, chiunque essi siano! (Gian Franco Bonanni)