Imola. Li ha festeggiati domenica 26 giugno, ma in realtà i 100 anni Ceo Manaresi li ha compiuti il 24 giugno. Nato a Imola, ancora oggi è in forma e autonomo e domenica per lui c’è stata una doppia festa. Prima quella “istituzionale”, con il sindaco Daniele Manca che gli ha conferito la medaglia consegnata a chi raggiunge questa onorevole età, e con i parenti più stretti; poi a Castel del Rio dove ai festeggiamenti si sono aggiunti anche tanti amici provenienti da varie parti d’Italia, legati al suo lavoro.
Perché Ceo Manaresi è parte integrante di una lunga storia imprenditoriale che ancora oggi prosegue grazie al figlio Carlo Augusto, che vede la famiglia Manaresi impegnata fin dal 1770 nella lavorazione delle lame fino ad arrivare alla produzione di forbici a due tagli per la potatura, inventate da Augusto, il nonno di Ceo, nel 1870. In questa storia che prosegue da 241 anni ci sono anche le spade fabbricate per il Gran Duca di Toscana, oltre alla citazione nei libri di agronomia, per l’invenzione delle forbici per potatura a due tagli. “Mio padre ha sempre lavorato nell’azienda di famiglia e così faccio io oggi” racconta il figlio Carlo Augusto, che continua l’attività nello stabilimento di via Treves a Imola. Sposato con Cesarina Pirazzini, Ceo Manaresi ha un figlio, Carlo Augusto, sposato con la signora Elena, tre nipoti, Cristina, Claudia e Corrado e quattro pronipoti: Margherita, Carlotta, Filippo e Beatrice.
Ceo Manaresi ha sempre amato ballare, protagonista in particolare delle feste danzanti al Sersanti e fino agli 85 anni almeno un paio di volte al mese si recava la ballare.