Imola. Sono diciassette le imprese emiliano-romagnole che hanno aderito a “Ir4i Emilia-Romagna aerospace cluster” al fine di collaborare concretamente nell’affrontare il mercato mondiale del settore aerospaziale. Tutte certificate secondo le rigorose norme En 9100, le imprese del cluster aerospaziale si sono autocostituite in associazione per partecipare in forma collettiva alle più importanti fiere del settore, ai progetti di ricerca, ai bandi europei e, soprattutto, per formare la cosiddetta massa critica necessaria per presentarsi agli appalti internazionali come prime contractor, oltre che per avere la possibilità di dialogare direttamente con il mondo della ricerca e dell’innovazione, come ad esempio il Cnr e l'Enea coi quali la collaborazione è già stata avviata.
L’Emilia-Romagna aerospace cluster, fondato nei giorni scorsi con atto notarile, si è presentato ufficialmente giovedì 30 giugno 2011, a Bologna, con un incontro al Novotel di via Michelino. Il gruppo è stato fondato su iniziativa di Gaetano Bergami, fondatore della Bmc airfilters di Medicina e di Pier Giacomo Rinaldi Ceroni, presidente del centro studi Alcide De Gasperi di Imola. E proprio a Imola sarà la sede di Ir4i Emilia Romagna aerospace cluster, “non solo perché è in questa città che è nata l’idea – spiegano Bergami e Rinaldi Ceroni – ma anche perché Imola e il suo circondario rappresentano logisticamente e culturalmente la cerniera ideale fra l’Emilia e la Romagna». Il messaggio culturale di Ir4i non si fermerà al settore aerospaziale, ma vuole rappresentare un modello virtuoso per fare della ricerca e dell’innovazione il motore delle industrie.
“Lo spirito di questa iniziativa – dice Gaetano Bergami, neo eletto presidente del cluster – si evince anche dalla determinazione con cui noi imprenditori ci siamo associati. E’ successo tutto in meno di due mesi, segno che la velocità di reazione delle imprese emiliano-romagnole è elevatissima. Nessuno di noi vuole perdere il treno dei mercati emergenti e questo cluster rappresenta un nuovo modello di sviluppo per le aziende. Sicuramente un modello virtuoso per vincere le sfide della globalizzazione”.