Ravenna. In seguito alla moria di carpe verificatasi nei giorni scorsi nella Valla della canna, l’assessorato all’ambiente del Comune di Ravenna si è attivato per un intervento d’emergenza. A causa del progressivo deflusso dell’acqua del bacino, provocato dai lavori finalizzati al risanamento dei fondali che si svolgono nell'area dal 7 giugno 2011, il pesce, in grande prevalenza carpe, si sarebbe dovuto radunare nella parte nord ovest della valle, più profonda, ma si è invece ammassato nella parte opposta del bacino, attratto da un'immissione di acqua “fresca” proveniente dal Lamone, causata da una vecchia paratoia in disuso rivelatasi malfunzionante. Le carpe hanno dunque risentito del richiamo dell’acqua e si sono trovate intrappolate, perché l’abbassamento dei livelli idrici inizialmente programmato ha isolato questa zona dalla parte della valle ancora allagata. Sul posto sono stati fatti arrivare dei mezzi per aprire una “pista” fino al manufatto allo scopo di realizzare nelle vicinanze buche “salva pesce” e di consentire l’accesso a mezzi dotati di cisterne per trasferire i pesci nei canali Fossatone e Via Cerba. Le operazioni vengono svolte in accordo con il Parco del delta del Po e con la Provincia secondo le rispettive competenze.
“Stiamo continuando a lavorare in queste ore per il salvataggio dei pesci anche con l’ausilio di volontari. Andremo avanti fino a quando il problema non sarà superato – dichiara l’assessore Guido Guerrieri -. Colgo l’occasione per precisare che l’obiettivo principale dell’operazione è il risanamento di tutto l’habitat della Valle della canna, dove i pesci sono solo una delle componenti. Puntiamo a tutelare e soprattutto favorire la reintroduzione di specie faunistiche più significative dal punto di vista naturalistico, le stesse che in passato hanno reso la valle della canna un luogo importante a livello comunitario”.
I pesci morti, come si è detto, sono per la quasi totalità carpe, una specie non protetta e presente con esemplari di taglia molto grande, ed in numero di gran lunga superiore a quanto si poteva supporre, non essendo prede di altri esemplari. Le carpe sono considerate fattore di squilibrio nell’ecosistema e probabilmente hanno contribuito a compromettere il fondale poiché si cibano sia di organismi animali che di sostanze vegetali presenti sul fondo e di qualsiasi tipo di detrito organico. Durante la ricerca del cibo smuovono molto materiale intorbidendo l'acqua e facendo salire a galla bollicine di gas formatesi nel fondale danneggiando dunque la vegetazione sommersa. (Leonardo Bettocchi)