Bologna. Si intitola “We are the others” lo scambio giovanile che vede protagonisti 12 ragazzi romeni e 12 italiani in un percorso di reciproca scoperta. Un viaggio attraverso le condizioni di lavoro, le esperienze di integrazione e le realtà associative della più grande comunità di migranti presente in Italia: i romeni. L’iniziativa, che si tiene dal 30 giugno all’8 luglio 2011, organizzata dall’associazione “Turisti non a caso” (www.turistinonacaso.org), e finanziata dal programma europeo “Gioventù in azione 1.1”, prevede un fitto programma di incontri, visite, dibattiti, giochi e role-play per favorire il superamento di ogni visione stereotipata a partire dalle esperienze personali nel rapporto con gli altri, i media e la società. I ragazzi di “We are the others” incontreranno i giovani imprenditori migranti, lavoratori che si sono integrati con il tessuto produttivo e sociale italiano ma che sono ancora trascurati dai media e invisibili all’opinione pubblica. In programma anche una visita alle famiglie Rom che dal 2007 hanno intrapreso un originale percorso di integrazione con il trasferimento in appartamenti messi a disposizione dal Comune di Bologna.
Mercoledì 6 luglio 2011, dalle ore 19, il parco 11 settembre (entrate da via Azzo Gardino, via Riva di reno e via del Castellaccio) sarà lo scenario per “Bine ai venit!”, una serata di benvenuto alla scoperta della cucina, della musica e delle immagini della Romania, la mostra fotografica dei viaggi intrapresi da “Turisti non a caso” in terra romena, il dibattito tra i 24 protagonisti dello scambio interculturale e il dj set con musica romena. Ospite d’eccezione sarà Mihai Butcovan, scrittore e collaboratore del settimanale Internazionale, che alle ore 20.30 presenterà “A est di Bucarest”, la commedia tragicomica sulla rivoluzione del 1989 diretta da Corneliu Porumboiu e vincitrice della Camera d’oro al festival di Cannes nel 2006.
Non mancherà una giornata dedicata alle associazioni con la visita ai volontari di “Nuove povertà”, impegnati nella riqualificazione degli spazi pubblici insieme ai ragazzi di strada, la partecipazione alle iniziative interculturali di “Famiglia aperta” e la gita agli orti urbani di Bologna.