Bologna. Amianto sempre più killer che la cronaca non parli di nuovi decessi. Secondo Vito Totire, medico del lavoro e presidente dell'Associazione esposti amianto e rischi per la salute è necessario che la Regione Emilia-Romagna si faccia carico di un'anagrafe generale degli ex esposti a polveri cancerogene. Oltre che di una più sicura mappatura dei siti a rischio. La richiesta è stata avanzata dopo l'ennesimo decesso di un ex operaio delle Officine grandi riparazioni (Ogr) di Bologna. Ad oggi in Emilia Romagna i decessi per l'esposizione all'amianto sono 201.
Secondo Totire il censimento annuale che la Regione fa sugli immobili ricoperti da materiali pericolosi è del tutto insufficiente, quindi “Occorre rivedere questo controllo e premere perché in ogni Comune emiliano-romagnolo venga istituito un censimento locale”. Il caso di San Lazzaro di Savena, alle porte di Bologna insegna: i dati regionali parlano di 2 siti con presenza di amianto. Il censimento comunale basato su autodenunce, invece, conta ben 119 siti a rischio. Qual è, allora, la presenza reale delle polveri killer nella nostra regione, Comune per Comune?