Ravenna. Dopo l'approvazione della delibera sulle nuove tariffe delle mense scolastiche da parte del consiglio comunale, interviene il sindaco Fabrizio Matteucci: “Il confronto sulla delibera che definisce la nuova tariffazione delle mense scolastiche nasce nell'autunno del 2010. Alcuni bimbi non vanno in mensa perché le famiglie non riescono a fare fronte alla spesa. Le maestre mi scrivono una bellissima lettera incitandomi a trovare una soluzione, perché nelle scuole di Ravenna il tempo mensa è tempo scuola. A partire da lì definiamo le nuove sette fasce di reddito: chi meno ha, meno paga. Le nostre previsioni sono che il 70% delle famiglie spenderà meno. So bene che anche in questo caso ci imbattiamo nel fenomeno dell'evasione fiscale. La soluzione è intensificare i controlli. Le sette fasce progressive di reddito sono il cuore della delibera, di cui la maggioranza di centrosinistra è convintissima. Nelle scuole per l'infanzia invece sperimenteremo il pagamento a forfait: non si può dimenticare che ci sono costi fissi, al di là del numero di bambini presenti ogni giorno, che qualcuno deve coprire. Il paragone fra mensa scolastica e ristorante ha una sua efficacia propagandistica ma è assolutamente fuorviante. Nella scuola elementare manterremo il pagamento a pasto. Fra un anno tireremo le somme. Sono molto soddisfatto di questa delibera. Il confronto è stato un po’ tortuoso, con politici di opposizione ma ne siamo venuti a capo. Un servizio essenziale come questo ha due sole fonti di finanziamento possibili: la fiscalità generale e/o le rette. Abbiamo cercato un equilibrio accettabile. Tutti quelli che pagano le tasse, anche chi non è interessato al servizio, contribuisce ai costi del funzionamento del servizio con i soldi che mette il Comune, e chi utilizza il servizio contribuisce a seconda del proprio reddito. Il risultato è che ognuno contribuisce anche in base al proprio reddito e che nessun bimbo resterà escluso perché la sua famiglia ha minori possibilità economiche”.