Imola. Tanti segni più nei dati dei flussi turistici dei primi quattro mesi del 2011. A trainare soprattutto la ripresa degli eventi in autodromo che hanno ridato fiato al comparto turistico circondariale. Rispetto al 2010, nei primi quattro mesi del 2011 si registra un +6,57% negli arrivi e un +8,53% nelle presenze: i pernottamenti si attestano a circa 67.686, contro i 62.368 del 2010. Mesi a due cifre, e non accadeva da anni, si sono confermati febbraio (+25.18% gli arrivi, +24,16 le presenze) e marzo (+12,71% gli arrivi, +15,32% le presenze), con la Gp2 e vari eventi cosiddetti minori. La previsione della Società turismo area imolese (Stai), in attesa dei dati ufficiali della Provincia, è che in maggio e giugno si confermi il trend di crescita, grazie soprattutto al Sonisphere e alla “6 ore di Imola” de Le Mans series. Con queste prospettive l’indotto alberghiero, nel 2011, potrebbe valere 1,7 milioni di euro. Musica per un settore duramente provato dalla chiusura del circuito, avvenuta proprio nel momento di maggior crisi economica. Le strutture hanno tenuto duro per riqualificare la loro offerta e ora, quando sembra tornare il sole, ecco che si levano le proteste per l’impatto acustico delle attività in autodromo. E’ amareggiato Gianfranco Montanari, presidente della Società turismo area imolese (Stai), albergatore e imolese Doc, residente vicino all’autodromo, che si rammarica per certe recenti affermazioni pubbliche. Così ha presa carta e penna e ha scritto una lettera aperta alla cittadinanza.

La lettera aperta
Cari concittadini,
Da imolese, da sempre residente vicino all’autodromo, e da operatore del turismo, mi rammarico quando leggo sui giornali affermazioni pesanti contro le attività del circuito. Chi paragona l’autodromo a uno “strumento di tortura” manca di rispetto ai lavoratori del comparto turistico. Se scendessimo allo stesso livello dovremmo rispondere che fermando la fonte di tanto lavoro, qual è l’autodromo, i lavoratori del turismo non avrebbero di che sfamare i propri figli. Occorre invece portare la discussione su un altro livello, in un’ottica di sistema, di comunità. E in questa ottica l’autodromo è l’infrastruttura più importante del nostro territorio, è da sempre parte integrante della vita degli imolesi, contribuisce all’aspetto economico e alla visibilità nazionale e internazionale della nostra città.
Quando ci lamentiamo del fatto che Imola non offra molto, partendo dal centro storico arrivando a tutto il resto, dobbiamo anche considerare che una città, per essere viva, si “muove” e crea flussi di persone, con rumore e problematiche varie che a Imola, vista l’alta qualità della vita, sono sempre state gestite al meglio. Al contrario, se gli eventi in autodromo, così come le attività del centro storico, il tavolino, l’ombrellone del bar, il piccolo concerto sono visti solamente come problemi, diventeremo una città con un agglomerato di case e capannoni, centri commerciali e nient’altro.
Ogni luogo della nostra città ha le sue peculiarità e chi vi abita deve considerarle. Il nostro sistema ha da tempo messo il cittadino al primo posto sulla qualità della vita e sia le infrastrutture (fra cui l’autodromo) sia i servizi alla persona, l’ospedale, le grandi scelte per l’acqua, l’energia elettrica e i rifiuti, dimostrano questo.
Una città vive dei suoi equilibri e quindi occorre puntare anche sul terziario, sul turismo e sui servizi, avendo noi imolesi la fortuna di avere una risorsa come il nostro autodromo. Solo riportandolo in vita, come stiamo facendo, la città potrà ritrovare il suo giusto equilibrio.
L’autodromo in questo momento è una fortuna perché grazie ad essa, e portando a regime tutti i progetti che sono sul tavolo (guida sicura, museo, centro visite, ristorazione, implementazione del settore alberghiero e tutti i servizi connessi agli eventi), i nostri giovani che stanno cercando un lavoro potranno trovare un’opportunità in questo settore, perché oggigiorno non si può più pensare che il sistema cooperativo, artigianale e metalmeccanico che hanno fatto la nostra fortuna, possano sempre  risolvere il problema dell’occupazione.
Noi, a differenza di altri territori, abbiamo tutto: una forte cooperazione, un solido comparto artigianale e metalmeccanico e un autodromo famoso nel mondo. Siamo appoggiati su capisaldi eccezionali, ma ne otterremo dei frutti per il futuro della nostra comunità solo se saremo in grado di valorizzarli e svilupparli tutti. E lo dobbiamo fare insieme alle persone coinvolte, gestendo al meglio le situazioni.
L’autodromo nel primo semestre mesi del 2011 ha dimostrato tutta la sua potenzialità, la Gp2, il festival heavy metal e l’evento de “Le Mans series” che, in sei ore, ha sistemato i conti di tante aziende per sei mesi. Sono eventi che hanno riportato tipologie di clientela che il nostro territorio non ospitava dall’ormai lontano 2006. Se nel 2010 abbiamo aumentato le presenze del 5% grazie all’autodromo, nei primi mesi del 2011 registreremo invece aumenti a doppia cifra e, di questi tempi, sono davvero pochi i territori che possono godere di numeri del genere.
Quindi, cari concittadini, mettiamoci attorno a un tavolo e discutiamo su come sviluppare e convivere con tutto ciò, ma non mettiamolo mai in discussione.