Imola. Con una perdita di esercizio di 4.710.000 euro, l’Ausl di Imola per il 5° anno consecutivo raggiunge l’obiettivo di equilibrio di bilancio al netto degli ammortamenti, stabilito dalla Regione, infatti la perdita è risultata inferiore di circa 3.000 euro rispetto agli ammortamenti dei beni pluriennali acquistati senza contributi in conto capitale.
Il trasferimento regionale, compreso il fondo regionale della non autosufficienza, è stato pari a circa 231,4 milioni con un incremento dell’1,8% (4,4 milioni) rispetto all’anno precedente.
L’Ausl nel 2010 ha continuato il processo di stabilizzazione delle risorse umane riducendo di 20 unità le consulenze e le collaborazioni. L’obiettivo è stato ottenuto senza incidere sul costo complessivo delle risorse umane, che è passato da 82.965 a 83.256 con un incremento contenuto dello 0,4%.
Il saldo della mobilità nei confronti delle altre aziende sanitarie della Regione si è mantenuto costante rispetto al 2009 (-20 milioni) con la sola eccezione dell’erogazione di farmaci, soprattutto oncologici, che è aumentata di 1,4 milioni.
Tale costo sta già presentando un andamento in riduzione nel 2011 grazie al potenziamento dell’attività di oncologia all’interno dell’Azienda.
Per quanto riguarda gli altri farmaci, sia territoriali che ospedalieri, vi è stata una riduzione di 521.000 euro rispetto al 2009. Il costo dei beni e servizi, al netto delle voci suddette, è passato da 71,3 a 72,5 milioni con un aumento dell’1,7% coerente con il tasso di inflazione reale dell’1,6%.
Gli investimenti sono stati 9.938.000 euro tutti coperti da contributi in conto capitale, da mutuo, da alienazioni o da ammortamento.
Per il 2011 si prevede il raggiungimento dell’equilibrio di bilancio al netto degli ammortamenti dei beni acquisiti fino al 31 dicembre 2007 che ammontano a 2.324.000 euro. L’Ausl dovrà pertanto finanziare, a differenza del 2010, anche l’ammortamento dei beni acquistati dal 2008 al 2011, per un importo di 2.021.000 euro.
Il trasferimento regionale compreso il fondo regionale della non autosufficienza è previsto in circa 233,4 milioni con un incremento dello 0,8% (2 milioni) rispetto all’anno precedente.
L’Ausl ritiene di poter raggiungere gli obiettivi specifici assegnati dalla Regione per il 2011 che consistono nel mantenimento del costo per risorse umane entro i livelli del 2010, in una riduzione della spesa farmaceutica convenzionata almeno del 3% (obiettivo aziendale -5,3%) e in un contenimento della spesa farmaceutica ospedaliera entro un aumento massimo del 5%. Sul fronte investimento sono previsti 9.419.000 euro tutti coperti da contributi in conto capitale o da mutuo.

Bilancio di missione
Settimo documento di rendicontazione annuale per l’Ausl di Imola, il BdM 2010 supera quest’anno le 300 pagine, mantenendo le 7 sezioni di analisi consuete: contesto di riferimento; profilo aziendale; obiettivi istituzionali e strategie aziendali; condizioni di lavoro, competenze del personale ed efficienza dell’organizzazione; sistema di relazioni e strumenti di comunicazione; governo della ricerca ed innovazione ed obiettivi specifici di particolare rilevanza istituzionale.
Al di là dei numeri, veri protagonisti del BdM, che in modo univoco e confrontabile rendicontano ad istituzioni e cittadini i risultati dell’Azienda in termini di perfomance, il 2010 dell’Ausl di Imola è un anno di rilettura strategica e di avvio di una nuova stagione di innovazione, dopo gli anni del Dea. Nel 2010, infatti, l’Ausl avvia la discussione del nuovo piano strategico 2010-2013, che dovrà essere approvato tra pochi mesi, ed attiva alcune importanti iniziative organizzative che caratterizzano l’esercizio.

Montecatone
La prima riguarda il Montecatone RI Spa: a febbraio 2010 l’Ausl di Imola, con successivo finanziamento della Regione, ha acquistato le quote dei privati per 3milioni 360 mila euro. Montecatone diviene così una società per azioni a capitale totalmente pubblico, e si avvia una fase di transizione deputata a rafforzarne il ruolo all’interno della rete regionale delle mielo e cerebro lesioni, da un lato, e a definirne l’assetto gestionale definitivo, dall’altro. Nell’arco dell’anno sono stati definiti in Area vasta e con i Trauma Center accordi per rafforzare il ruolo di centro di riferimento specialistico dell’Istituto imolese e con la legge regionale 14/2010 (art. 27) si conferma l’assetto di Montecatone come società per azioni pubblica a diritto privatistico, salvaguardando in questo modo le professionalità presenti.

Dipartimento salute mentale
Un altro importante obiettivo aziendale raggiunto nel 2010 riguarda il Dipartimento di salute mentale, che ha abbandonato la sede storica di Villa dei Fiori per trasferirsi presso l’ospedale Santa Maria della Scaletta e la propria Unità operativa territoriale presso la palazzina Lolli. Fondamentali le variazioni logistiche, anche per il significato culturale che portano con sé oltre che per quello organizzativo, ma fondamentale anche il nuovo piano di riorganizzazione del Dsm che scaturisce dall’applicazione delle nuove linee guida regionali.

L’ospedale civile
Per quanto concerne l’Ospedale, il 2010 si è caratterizzato per l’avvio del progetto “gradualità delle cure” presso la Uoc di Medicina 1 (6° piano ospedale S. Maria della Scaletta), sperimentazione di una nuova modalità di organizzazione ed erogazione dell’assistenza che vede il superamento delle compartimentazioni di disciplina e l’orientamento verso il modello per aree omogenee di cura, incentrato sulla stratificazione del bisogno clinico assistenziale del paziente e l’attribuzione del livello di cura richiesto consegue ad una valutazione di instabilità clinica e di complessità assistenziale (medica ed infermieristica).
In termini logistico-strutturali, l’ospedale di Imola si è dotato di una nuova sede per gli ambulatori chirurgici, con un’area amministrativa di accoglienza e disbrigo pratiche per gli assistiti e ha riaccolto il reparto di Medicina 2, che viene portato da Castel San Pietro al V piano di Imola, in contiguità al reparto di Urologia, con una commistione non casuale ed atta alla maggior integrazione professionale.
Nel frattempo continuano le ristrutturazioni: l’ex Rianimazione è stata ristrutturata per far posto al Day hospital oncologico e si sono avviati i lavori su una prima metà del IV piano.

Assistenza primaria
Nel 2010 sono state attivate due sedi di Ncp (Nucleo cure primarie) ad Imola (Caterina Sforza e via Zaccherini), che garantiscono continuità assistenziale diurna ad oltre la metà degli assistiti del capoluogo. Lo stesso accade, benché con un diverso modello tarato sul territorio di riferimento, per la Vallata del Santerno: a Borgo Tossignano Mmg e pediatri di libera scelta garantiscono 10 ore di continuità assistenziale. Ad Imola, inoltre è partito un progetto sperimentale di ricezione telefonica, in cui sono le infermiere, adeguatamente formate, a dare risposta telefonica alla prima domanda di salute del cittadino, valutando poi la necessità di un intervento del medico di famiglia.
Fondamentale anche la modifica organizzativa dell’assistenza infermieristica territoriale, con la costituzione di equipe infermieristiche dedicate a ciascun Ncp con sede fissa (Imola, Castel San Pietro T., Medicina, Borgo Tossignano) che si occupano sia dell’ambulatorio che del domicilio. L’equipe fissa permette una maggior vicinanza al cittadino che impara a riconoscere gli infermieri di riferimento del proprio territorio, viceversa gli infermieri sono più vicini e conoscono con maggior accuratezza i pazienti della loro zona.
Ancora, si è avviata nel 2010 la sperimentazione di una nuova rete gestionale del paziente affetto da Scompenso cardiaco (Sc). Lo scompenso cardiaco viene considerato in un'ottica di assistenza integrata, al fine di prevenirne le episodiche riacutizzazioni. In questo contesto, con il progetto di ricerca di Area vasta “Noa” (Nuova organizzazione ambulatoriale) sono già stati definiti i presupposti per la sperimentazione di una attività medico-infermieristica sul territorio che prevede una presa in carico ed un monitoraggio periodico di questa tipologia di pazienti, in stretta collaborazione con specialisti ospedalieri.
Il progetto vuole anche realizzare, sviluppando le interfacce tra l'area ambulatoriale cardiologica ospedaliera e il Nucleo di cure primarie, una struttura organizzativa che preveda l'attivazione di una rete professionale e di approcci globali ed integrati ai problemi della persona, finalizzata a garantire la tempestività dell'accesso, la presa in carico e la continuità tra ospedale e territorio.

Analisi dei dati
Se quelli elencati sono alcuni dei progetti più rilevanti realizzati nel 2010, l’analisi dei dati di attività aziendali confermano anche in questo esercizio un indice di dipendenza dei residenti nei confronti del Presidio imolese, per specialità presenti, pari al 74,5% (vs 74,3% nel 2009) che dimostra l’ottima fidelizzazione della popolazione circondariale dai propri ospedali.
In lieve calo anche la mobilità passiva ospedaliera, in special modo per le discipline chirurgiche (Chirurgia generale e Urologia).
L’alto gradimento dei cittadini rispetto all’Ospedale è dimostrato peraltro dai risultati del questionario di soddisfazione della degenza svoltosi nell’ultimo trimestre 2009, ed elaborato compiutamente nel 2010 che definisce un quadro di eccellenza per tutti gli items indagati (vedi pag. 254 BdM).
Il tasso di ospedalizzazione aziendale, comprensivo dei ricoveri presso tutte le strutture pubbliche e private intra ed extra ospedaliere resta al di sotto di quello medio regionale, la degenza media è di 8,35 gg, in linea con l’anno precedente (8,2), i ricoveri aumentano dell0 0,37% (15.376 nel 2010, in lieve aumento i ricoveri medici e quelli chirurgici).
Il Ps nel 2010 riduce ulteriormente gli accessi, che passano da 59.774 a 59.237 con una sostanziale stabilità della percentuale di accesso di cittadini italiani rispetto agli stranieri (nel 2010 la % di accessi di cittadini stranieri è in lieve calo, 11,5% vs 11,8 del 2009)
La quota di codici bianchi è del 14,1 in entrata ed è sostanzialmente confermata dalla codifica in uscita (13,8%), indicatore del buon andamento dell’attività di triage infermieristico.
I passaggi in Osservazione breve intensiva crescono ancora passando 5,5% del totale degli accessi di Ps riscontrati nel 2009 al 6,2% del 2010.
Il costo procapite ponderato dell’Ausl di Imola (riferimento 2009) è superiore alla media regionale di circa 7 punti percentuali (1748,24 euro per Imola vs 1693,83 media Rer), anche se il suo aumento rispetto al 2008 è in linea con quello regionale. Scomponendo i costi per i Livelli essenziali di assistenza si evidenzia che sono in particolare la Sanità pubblica ed il Distretto ad essere maggiormente al di sopra della media regionale (rispettivamente di circa 6 e 42 euro, mentre l’assistenza ospedaliera è in linea (689,14 vs 687,15). Va evidenziato che la quota assorbita dal Distretto, a sua volta, si discosta dalla media regionale soprattutto per quanto riguarda i sottolivelli Salute mentale (che risente della “storia” imolese in questo settore), per l’emergenza extraospedaliera e per la specialistica. Il procapite per quest’ultima superano la media Rer di circa 40 euro e quindi da sola giustifica gran parte del gap distrettuale.
Il 2010, peraltro, vede un aumento della produzione di specialistica ambulatoriale per esterni del 4% circa. In aumento anche il tasso di consumo standardizzato per 1000 ab. (3932 nel 2010 vs 3507 nel 2009), in linea con quello medio Rer (3953). Il tasso di fuga per prestazioni ambulatoriali, pur in diminuzione rispetto all’anno precedente (22,21 vs 22,84), resta elevato rispetto alla media Rer (10,24) risentendo delle specialità non presenti.
Sempre a livello distrettuale, il sottolivello Assistenza domiciliare integrata ed Hospice per Imola segna un procapite di oltre 155 euro (vs i circa 27 della media RER). L’attività di Hospice si conferma al di sopra della media Rer con un numero di posti rispetto alla popolazione pesata quasi doppio (0,19 vs 0,11) ed una degenza media di circa 20 gg.
L’Adi imolese ha un tasso di copertura per 1000 ab. sovrapponibile a quella Rer (21,8 vs 22,1), ma una composizione per intensità assistenziale più spostata sull’alta intensità (il 28,7% dell’Adi è di media intensità vs il 12,1 della media regionale).
 
Contesto di riferimento
Popolazione residente: 131.984 – 48,9% maschi; 51,1% femmine
Tasso di crescita 2009/2010: 0,73% inferiore al tasso medio Rer (1,22%) su cui però influisce l’annessione dell’Alta Valmarecchia, nel riminese.
Anziani. L’incidenza della popolazione con più di 65 anni sul totale (indice di invecchiamento della popolazione) è pari al 22,34%, (il più basso dal 2004).
Gli over 75 anni sono 11,67% con un trend in lieve ma costante crescita nell’ultimo decennio (dato medio Rer 2010=11,54%)
I grandi anziani over 85 anni rappresentano il 3,35% della popolazione, sovrapponibile al dato medio Rer (3,36%).
Il tasso grezzo di natalità (rapporto tra nati vivi e popolazione residente) dell’Ausl di Imola nel 2009 è pari a 9,29/1.000 abitanti, in lieve calo sia sul dato aziendale 2008 (9,78) che sul valore medio Rer (9,66). Nel 2010, presso la Uoc di ostetricia di Imola i parti sono stati 1170 (1116 nel 2009). Stranieri residenti: 11.689 pari al 7,8% della popolazione totale.
Speranza di vita alla nascita: nel triennio 2003-2005 risultava di 78,75 anni per i maschi e 83,52 anni per le femmine; negli anni successivi (2006-2008) aumenta ulteriormente fino ai 79,48 anni per i maschi e agli 84,27 anni per le femmine.
Famiglie. Nonostante su tutti i Comuni del Circondario si registri un valore medio di componenti per famiglia superiore compreso tra il 2,04 di Castel del Rio e 2,44 di Mordano), si rileva nell’arco del decennio 2000-2010 un aumento delle famiglie unipersonali (con un picco a Castel Del Rio dove sono il 45%)
Tasso di mortalità 2009 (standardizzato per 100mila ab.) è di 1034, maggiore della media Rer di 983. Nel 2009 si osserva una diminuzione dei decessi nel sesso maschile (952 vs 1040) e un aumento in quello femminile (1090 vs 988): il dato ribalta la situazione rilevata lo scorso anno confermando che rispetto a questo tipo di dato è nel consolidamento della serie storica che emerge il profilo di mortalità.
Prima causa di morte sono le malattie cardiovascolari che nel territorio aziendale risultano, sia per i maschi che per le femmine, inferiori rispetto alla media Rer.
I tumori costituiscono la seconda causa di morte. Per le femmine sono i tumori di polmoni, mammella e pancreas che detengono i tassi più elevati, mentre per i maschi sono polmoni, sangue e colon.