Un referendum tra i lavoratori per dire “No” all’accordo interconfederale, firmato lo scorso 28 giugno 2011 da Cgil, Cisl e Uil da una parte e Confindustria dall’altra. Un accordo che “taglia i diritti dei lavoratori” e che la Fiom, immediatamente dopo la firma, attraverso le voci dei suoi segretari nazionali, Maurizio Landini e Giorgio Cremaschi, ha respinto con fermezza. Lo stesso comitato centrale del sindacato dei metalmeccanici, vale a dire il più importante livello sindacale, oltre a respingere l’ipotesi di accordo, chiede un referendum tra tutti lavoratori, iscritti e non iscritti. Mentre per le altre categorie della Cgil saranno solo gli iscritti a votare. In discussione “i diritti dei lavoratori e la rappresentanza della Rsu, il diritto allo sciopero e la validità del contratto nazionale”.  Ma i tempi sono stretti, anzi la strategia della Camusso di firmare in un mese estivo l’accordo  mette in difficoltà il sistema organizzativo contrario all’accordo. Le date per le assemblee nelle fabbriche dovrebbero partire il 16 luglio e terminare entro il 16 settembre, con agosto nel mezzo. Per questo la Fiom chiama a raccolta tutti i lavoratori metalmeccanici perché garantiscano un forte impegno per far vincere i “No”. A maggior ragione stante il silenzio di gran parte dei media.
Ma anche all’interno della Cgil si muove qualcosa. Alla Piaggio di Pontedera, i lavoratori hanno scioperato per la prima volta contro il segretario nazionale della Cgil, Susanna Camusso, uno sciopero che non è passato nei telegiornali e su gran parte della stampa, ma che comunque sta facendo il suo giro in rete.