Mordano (BO). Un futuro incerto e, di conseguenza tanta preoccupazione da parte dei lavoratori. E’ questa oggi la situazione delle Ceramiche Ricchetti. Lo scorso 20 luglio si è svolta l’assemblea a cui hanno partecipato le organizzazioni sindacali, le Rsu con le lavoratrici e i lavoratori. Un’assemblea partecipata nella quale è stata esplicitata tutta la preoccupazione sul futuro dello stabilimento Ricchetti di Mordano, anche a causa del silenzio della proprietà che lascia nell’indeterminatezza la prosecuzione o meno della produzione. “La situazione non può che generare inquietudine nelle lavoratrici e nei lavoratori, che non sanno se e quando potranno tornare al lavoro, dopo una lunga cassa integrazione – affermano Franco Maiore e Tiziana Roncassaglia, delegati Filctem Cgil -. Durante questo periodo, è stata fatta la formazione come da accordi sindacali, ma nessun nuovo investimento, nessun atto concreto che faccia capire quale è la direzione che la Ricchetti vuole seguire. E oltre a questo, una coltre di silenzio avvolge il destino del nostro posto di lavoro”.
Da tempo la Cgil e la Rsu Cgil non hanno fatto mistero della gravità della situazione: “Riteniamo nostro dovere informare correttamente, con onestà e trasparenza, le lavoratrici e i lavoratori dello stato dell’arte. Altri sindacati, in quell’assemblea, ci hanno un po’ contestato, accusandoci di allarmismo e di pessimismo esagerato. Quegli stessi che, come letto sulla stampa locale o ascoltato dalla radio, hanno manifestano la nostra stessa preoccupazione, quasi con le nostre stesse parole. Siamo lieti di tale ripensamento e ci auguriamo che vorranno condurre con noi la battaglia per la difesa dell’insediamento produttivo e dei posti di lavoro, nonché, a livello territoriale e regionale, per la presentazione di piani produttivi in un settore, come quello ceramico, ormai più che maturo”.