Firenze. Sembra vicina la firma tra il sindaco di Firenze Matteo Renzi, il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi e il presidente della Provincia di Firenze Andrea Barducci e l’amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti per il via libera agli scavi per il sottoattraversamento Tav di Firenze e per la stazione “subacquea” Foster (posizionata accanto al subalveo del torrente Mugnone e non lontano dal torrente Terzolle, esondati l’ultima volta nel 1992 proprio in quell’area). L'associazione Idra desidera ricordare che alcune gravi circostanze accompagnerebbero il varo di questo “protocollo d’intesa”. Di qualunque tipo siano le “compensazioni, eventualmente offerte da Ferrovie con denaro pubblico alla città di Firenze, dopo le miserevoli prove fornite in Mugello, nessuna contropartita può giustificare progetti e circostanze procedurali tutt’altro che inattaccabili”, così recita il comunicato dell'associaizone. Idra ha collezionato e depositato negli anni una ricca messe di osservazioni, rilievi e documentazione che comprovano l'insufficienza sia della progettazione sia dei meccanismi di approvazione del sottoattraversamento di Firenze. “Alla mole di criticità già segnalate in tutte le sedi competenti si sommano oggi quelle indicate anche recentemente dalle autorità istituzionali di controllo (Arpat, Asl, Enti locali, Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici). Si pongono poi in risalto almeno tre vincoli che da soli dovrebbero, in un paese civile, impedire la partenza, nella città patrimonio del mondo per l’Unesco, di uno sventramento che rischia di non essere neppure mai completato, e di lasciare Firenze a cuore aperto per tanto tempo. In primo luogo la nuova stazione Foster è stata approvata senza essere stata pubblicata. Non è stata sottoposta al diritto-dovere dei cittadini, degli Enti e delle istituzioni scientifiche ad esprimere osservazioni. Non è passata attraverso una procedura di valutazione di impatto ambientale”.
Inoltre, secondo Idra, non esiste un solo documento che comprovi che sia stata svolta un’istruttoria, una verifica, una comparazione fra i due progetti di stazione che esoneri legittimamente il ministero dell’Ambiente dall’obbligo di aprire un regolare percorso. “Il sindaco Matteo Renzi, da noi informato, non ha dato segni di vita o di interesse. Il presidente Enrico Rossi, invece, ha scritto al ministero: ma per ricevere in cambio semplicemente la conferma della validità della nostra denuncia”.
Il secondo punto sollevato da Idra “è che tutta la materia del dove e del come sistemare le terre di scavo è ben lontana dall’essere risolta. I sindaci dei Comuni di Fiesole, Pontassieve, Rignano, Reggello, Incisa Valdarno, Figline Valdarno, San Giovanni Valdarno e Cavriglia non sono mai stati invitati a partecipare ai momenti decisionali dei quali le popolazioni da loro amministrate dovranno fare le spese (ben quattro conferenze di servizi!). Oggi anche la USL 8 di Arezzo e la Provincia di Arezzo avanzano importanti riserve sulle modalità di certificazione di qualità del lavoro, o chiedono garanzie tuttora inesistenti sull’impatto ambientale e sanitario del trasporto di volumi colossali di materiale”.
Infine l'associaizone ricorda che “dopo la denuncia del meccanismo finanziario truffaldino adottato sulla tratta Tav Firenze-Bologna, l'autorità per la vigilanza sui contratti pubblici ha reiterato il rilievo e il monito anche sul nodo di Firenze, rilevando'“la violazione dei principi di economicità e di efficacia del sistema di realizzazione' e registrando 'rilevantissimi incrementi di costo e dei tempi di realizzazione, nonché iscrizione di riserve da parte delle imprese esecutrici, che hanno dato vita a contenziosi'. Ma nessuno ad oggi sembra scomporsi”.