Ravenna.E' fissato per domani 10 agosto 2011 l'incontro tra il Ministro alle Politiche agricole ed i rappresentanti del settore ortofrutticolo, quando Fedagri-Confcooperative insieme a tutte le altre organizzazioni cooperative e professionali del comparto faranno il punto sulla crisi e presenteranno al Ministro Romano le richieste sottoscritte nel documento congiunto stilato lo scorso 29 luglio.

I punti salienti del documento riguardano l’importanza e la centralità delle organizzazioni professionali all’interno del settore, che per la sola provincia di Ravenna conta 5mila occupati; diverse richieste per la grande distribuzione: dalla sottoscrizione dell’accordo interprofessionale alla regolamentazione del sottocosto e della scontistica; per finire con la riduzione dei tempi di pagamento sui prodotti deperibili; l’esigenza di una maggiore autoregolamentazione per la parte non organizzata delle produzioni ortofrutticole; l’auspicio ad una più stretta collaborazione con le organizzazione frutticole di Francia e Spagna.

Per attutire l’impatto della crisi che ha colpito l’intero mercato europeo e nazionale, si sono svolti incontri con la Commissione agricoltura dell'Ue e con la cooperazione di Francia e Spagna. «Dopo tutti gli sforzi perpetuati in questi mesi – afferma Raffaele Drei, presidente Agrintesa – l’unica novità è stata la volontà della Commissione europea di innalzare l’importo di sostegno per il ritiro dal mercato delle pesche e delle nettarine: siamo riusciti a raggiungere la cifra dei 26.9 cent di euro ogni 100 kg di prodotto, dei quali, è bene specificarlo, solo il 50% è a carico della Ue. E’ un provvedimento ancora debole che non basta a risollevare le sorti di questa campagna».

«Ci auguriamo che con questo documento si possa esercitare la massima pressione e così agire in maniera più incisiva sulla politica comunitaria – continua Drei -, anche se non dobbiamo illuderci che questo basti a risolvere i problemi del settore. La vera debolezza del comparto ortofrutticolo è caratterizzata dalla sua altissima frammentazione: solo il 30%, infatti, risulta essere concentrato in organizzazioni di produttori, mentre il restante 70% si presenta sul mercato diviso e senza alcuna regola».