Imola. L’Ausl di Imola ha modificato l’accesso alle prestazioni “urgenti” e a quelle “sollecite”, quelle che devono essere eseguite rispettivamente entro 24 ore o entro 7 giorni dalla prescrizione del medico. A partire da lunedì 22 agosto 2011 i medici di medicina generale e gli specialisti che prescriveranno su ricetta rossa, visite ed esami diagnostici con queste priorità di accesso, lo faranno attenendosi ad un nuovo protocollo di regole condivise riguardanti i criteri di appropriatezza e le modalità per ottenere il servizio.
Per le prestazioni richieste in urgenza (24 ore) sarà il medico stesso ad indicare al proprio paziente come contattare il servizio erogatore, che gli fisserà direttamente un appuntamento per il giorno successivo, festivi esclusi. Non sarà quindi più necessario il passaggio attraverso il pronto soccorso, che in questo modo si vedrà alleggerito il lavoro, non essendo più il solo servizio deputato a garantire le urgenze nelle 24 ore.
Le prestazioni per cui è possibile richiedere un'urgenza differibile, “sollecita”, devono essere garantite entro 7 giorni lavorativi. In questo caso, entro 3 giorni dalla data di richiesta del medico, il cittadino dovrà presentarsi al Cup per prenotarle, qualora non ci fosse disponibilità, gli operatori consegneranno al paziente un foglio informativo con le indicazioni del centro erogatore, pubblico o privato accreditato, a cui si dovrà rivolgere per ottenere l’appuntamento.
“Auspichiamo che questa riorganizzazione, già prevista nel Piano di contenimento dei tempi di attesa presentato a fine 2009, ci permetterà di migliorare i tempi di erogazione di prestazioni urgenti e sollecite – spiega la dr.ssa Lucia La Rovere, direttrice del Dipartimento delle cure primarie dell’Ausl di Imola – Ma l’importanza strategica di questo lavoro viene dalla definizione da parte della nostra comunità medica, dei criteri clinici di appropriatezza delle richieste, il cui rispetto sarà peraltro oggetto di un monitoraggio interno. Si è anche trattato di un lavoro organizzativo molto impegnativo per i servizi, perché chiaramente queste prestazioni prioritarie sono meno prevedibili e standardizzabili di quelle programmate. In ogni caso, sono stati messi in atto meccanismi per cui i posti dedicati alle urgenze e non sfruttati vengono prontamente riconvertiti e resi usufruibili per richieste ordinarie”.