Cotignola (RA). Si chiama Gamma Knife ed è una strumentazione all’avanguardia, dalla precisione altissima e dalla limitata invasività, caratteristiche che la rendono dedicata ad operare le patologie del sistema nervoso centrale (encefalo, meningi, nervi cranici, ecc.) spesso evitando l’intervento chirurgico tradizionale, ma anche rendendo “operabili” patologie in localizzazioni altrimenti irraggiungibili. Dal 2002 tale strumento è operativo al Maria Cecilia hospital di Cotignola, uno dei centri di punta della radiochirurgia italiana. La Gamma Knife ottiene preliminarmente la misurazione più accurata disponibile dello spazio intracranico mediante un casco stereotassico, con un software tridimensionale che definisce poi le coordinate spaziali della lesione. Cuore della metodica è un’emisfera traforata da centinaia di forellini che convogliano i raggi gamma (fotoni) in fasci sottilissimi ed individualmente portatori di una dose radiante “bassa”, che vanno tutti a intersecarsi sul bersaglio: il punto dove è stato localizzato il tumore o la malformazione vascolare. Nel punto d’incrocio, si sommano e diventano “biologicamente attivi”. “In questo modo solo la lesione, e non le aree circostanti, vengono raggiunte dalla dose significativa di raggi – spiega Enrico Motti, responsabile Gamma Knife del Maria Cecilia hospital, appartenente al gruppo Villa Maria -. La degenza dura in media uno o due giorni, molto meno della consueta convalescenza delle procedure chirurgiche invasive. Il trattamento in Gamma Knife dura da qualche decina di minuti a poche ore, non necessita di anestesia generale, né naturalmente dell’apertura chirurgica della scatola cranica, né tantomeno della rasatura dei capelli, permettendo al paziente di tornare alle normali occupazioni già alla dimissione. La microchirurgia in neurochirurgia riveste ancora un’importanza insostituibile nella cura di molti pazienti, ma l’esperienza di un ventennio nel coniugare le tecniche più avanzate permette oggi di affrontare con eccellenti possibilità di guarigione anche patologie del sistema nervoso centrale che pochi anni fa nemmeno venivano sottoposte al neurochirurgo. In particolare i tumori profondi, le metastasi cerebrali anche multiple, la nevralgia trigeminale, le malformazioni cerebrovascolari di quasi ogni dimensione ed in sedi inaccessibili, vengono adesso curati con elevata efficacia e drastica riduzione o eliminazione degli effetti indesiderati, come per esempio la temuta paralisi del facciale nel neurinoma dell’acustico”.