La posizione della cooperazione emiliana romagnola
“Superficiale ed inqualificabile: non ci sono altre parole per giudicare l’annunciato provvedimento da parte del Governo teso a colpire il regime fiscale della cooperazione; con esso si snaturerebbe non solo un principio costituzionale, ma si punirebbe una forma di impresa solidaristica che nel corso della crisi ha continuato, anche in Emilia Romagna, ad investire, a difendere il lavoro, il reddito dei soci ed il potere d’acquisto delle famiglie. Se le cooperative verranno messe sullo stesso piano delle società di capitali, sarà la vittoria di chi vuole l’omologazione dei soggetti che operano sul mercato, con buona parte del pluralismo economico. Da un lato si tenta di far cassa supponendo prelievi quantitativi non corrispondenti alla realtà e dall’altra, accostando la cooperazione alle società di comodo, si manda un messaggio al Paese eticamente e socialmente inaccettabile e vergognoso. La cooperazione è disponibile, come sempre, a continuare a far la propria parte per il risanamento dei conti pubblici, ma non ci sta ad essere punita e messa in un angolo”.
(Presidente Legacoop Emilia Romagna Paolo Cattabiani, presidente Agci Emilia Romagna Massimo Mota, presidente Confcooperative Emilia Romagna Maurizio Gardini)

Colpire le cooperative indebolisce il territorio
“Il cambiamento della manovra economica partorito presso la residenza privata del Presidente del Consiglio prevederebbe anche sacrifici per le imprese cooperative – afferma il vice sindaco del Comune di Imola Roberto Visani -. Una stretta ulteriore alle residue agevolazioni fiscali di questa originale forma di impresa, colpevole evidentemente di rappresentare una forma di economia alternativa basata sulla mutualità, sulla democrazia e sulla valorizzazione delle risorse del territorio. La cooperazione rappresenta un modello di impresa che mette al centro la persona, il socio, che si ritrova nella straordinaria posizione di essere imprenditore di sé stesso. ‘Una cattiveria ingiustificata, un provvedimento puramente politico’ è stato il commento del portavoce dell’Alleanza delle cooperative italiane Luigi Marino, che ha ricordato come la cooperazione sia stata in questi anni forse l’unica forma di impresa che ha attraversato la crisi economica con spirito solidaristico riducendo gli utili pur di salvaguardare l’occupazione e il lavoro. Anche Imola, terra della cooperazione con oltre 74.000 soci cooperatori, si sente offesa da questa scelta politica che, colpendo uno dei pilastri del nostro tessuto economico e sociale, finirebbe per indebolire tutto il territorio. In un contesto internazionale nel quale predomina una logica di mercato basato sul profitto a ogni costo e sulla finanza speculativa, abbiamo bisogno di una politica con la “P” maiuscola che sostenga l’economia reale, quella delle cooperative e delle piccole e medie imprese che producono lavoro e ricchezza.