Imola. Una prova di forza, ma anche una necessità per il paese. Lo sciopero di martedì 6 settembre 2011, con tanto di manifestazioni territoriale è la logica conseguenza di una manovra pensata da un governo sciagurato e incompetente, che cerca di scaricare per l’ennesima volta sui solito che pagano il peso di risollevare l’Italia dal degrado e dalla stagnazione in cui è caduta. In preparazione di tale scadenza la Cgil ha dato vita ad una forte mobilitazione con una campagna di informazione tramite banchetti e volantinaggi nei mercati, supermercati, luoghi di lavoro. Inltre sono state organizzate diverse assemblee, tutte partecipate.
Ora l’appuntamento è per il giorno dello sciopero, martedì 6 settembre, con la manifestazione di piazza, alle ore 9.30, nella galleria del centro cittadino (essendo le piazze occupate dal mercato ambulante) a cui si aggiungeranno tre punti informativi (in piazza Matteotti, sotto l'Orologio e all'angolo tra via XX Settembre e via Emilia) sulla manovra del governo.
“Per noi i provvedimenti contenuti nella manovra di 45 miliardi varata in agosto, che si aggiungono a quelli già approvati con la manovra di 47 miliardi di luglio, sono socialmente insostenibili perchè si scaricano tutti sui redditi dei lavoratori e dei pensionati – commenta Elisabetta Marchetti, segretaria della Cgil imolese -. Si tagliano le pensioni, le tredicesime e il Tfr di migliaia di lavoratori, i servizi sociali, la sanità, si aumentano i ticket sanitari, si mette in discussione il contratto nazionale di lavoro, si fanno scelte ideologiche come la cancellazione delle feste civili del 25 aprile, 1 maggio, 2 giugno, si vogliono privatizzare i servizi pubblici truffando chi ha votato al referendum sull'acqua, non si riducono i costi della politica e si mantengono scandalosi privilegi. La Cgil ha presentato un insieme di proposte alternative a partire dalla lotta all'evasione fiscale e contributiva (ricordo che in Italia è pari a 120 miliardi l'anno), l'introduzione di una imposta straordinaria sui grandi immobili e sulle grandi ricchezze, il dimezzamento del numero dei parlamentari. Per cambiare questa manovra saremo in piazza il 6 settembre perchè riteniamo che, se ci sono sacrifici da fare, prima di tutto, debbano farli chi ha di più e chi non ha mai pagato”.
Continua intanto la raccolta di firme da parte della Cgil contro la cancellazione delle feste civili (25 aprile, 1 maggio, 2 giugno) che si può firmare on line nel sito, www.cgil.it, o direttamente nei banchetti e nelle sedi Cgil. A livello nazionale si sono già superate le 60 mila firme.