Siamo al ridicolo. Peccato che la situazione del Paese sia drammaticamente seria. Un governo, che non c’è più, cambia continuamente idea e contenuti di una manovra non più rinviabile. Ce la chiede l’Europa, ce la chiedono i mercati, noi stessi, cittadini italiani, siamo consapevoli che qualcosa occorre fare per provare di raddrizzare questo “povero” Paese. Ma è sempre più chiaro che con questa maggioranza, con questo governo e, probabilmente, con questo Parlamento non sia possibile raddrizzare la “baracca”. Il balletto sulle pensioni è qualcosa di indecente. La Lega, fino a qualche giorno fa assolutamente contraria a misure di qualsiasi genere, dopo l’incontro Berlusconi – Bossi sembrava convinta a cambiarle, compresa la “boiata” dell’eliminazione degli anni di militare e università dal conteggio degli anni. Tempo 24 ore (forse meno) la Lega ricambia idea e torna sul no, spinta anche da una contrarietà che veniva da più parti. Ed ora ecco di nuovo l’ipotesi aumento dell’Iva. Ma che indecenza è? Ma che credibilità hanno ormai questi personaggi?
Per non parlare del tentativo di mascherare con provvedimenti costituzionali (riduzione delle Province e dei parlamentari) l’incapacità di rispettare le cifre previste dalla manovra. E’ chiaro che non volendo fare pagare chi i soldi ce li ha, chi evade, loro stessi (la tassa di solidarietà ne è un esempio lampante) diventa difficile, se non impossibile, fare in modo che la crisi sia pagata in toto da chi ha sempre pagato, ovvero da coloro che hanno meno e che questi anni di governo della destra hanno impoverito ancor di più. Questa volta è troppo l'ammanco da coprire.
Ma poi possiamo anche dire qualcosa sul merito. Come il tentativo di fare ricadere parte della manovra sulle cooperative, andando a colpire l’attuale regime fiscale che le riguarda. Un misura che, in una fase di profonda recessione, dove servirebbero incentivi e non penalizzazioni, rischia di punire quei territori dove la cooperazione è punto di forza, ma in generale tutte quelle realtà che hanno trovato in questa forma associativa uno sbocco per dare lavoro a migliaia di persone.
E ancora l'idea “luminosa” di eliminare Feste come il 1º Maggio, il 25 Aprile, il 2 Giugno. Ma quale mente può pensare di accorpare in qualche domenica ricorrenze che hanno proprio nella data il loro valore? Bene fanno Anpi, Cgil, altre realtà, personaggi pubblici a protestare.
Possiamo fermarci qui con gli esempi, bastano e avanzano.
Allora come si fa criticare la Cgil, unica forza che ha avuto il coraggio di chiamare le persone in piazza. In tante altre parti d’Europa l’indignazione non ha avuto bisogno di un’organizzazione per occupare le piazze, un gesto naturale di fronte alle incapacità e alle ingiustizie di chi comanda. Ben venga allora la mobilitazione con tanto di sciopero del 6 settembre e “buon giorno” anche a Cisl e Uil e a tutte quelle forze politiche, cosiddette di opposizione, che sembrano accorgersi ora delle sconcezze di questo governo e della sua ormai palese incapacità di fare fronte alla drammatica situazione che ciascuno di noi vive, per un motivo o per l’altro, sulla propria pelle ogni giorno. Meglio fargli tirare giù la serranda e chiamare gli italiani a votare. (Valerio Zanotti)