Faenza. L’Arena Borghesi ha appena chiuso l'ennesima stagione di grande pubblico e grande cinema di qualità, organizzata dal cineclub “Il raggio verde”. Nella testa di coloro che si sono seduti per godersi un buon film al fresco resta l’immagine del muro della cabina di proiezione, dove, rivolta verso la platea, c’era quella scritta: “Cosa resterà della Arena Borghesi?”. Questa scritta “che ha monopolizzato le conversazioni degli spettatori prima dell'inizio del film inizierà a ingiallire e a incrostarsi non appena l'importante dibattito di questi mesi su uno degli spazi all'aperto più amati dai faentini sarà spontaneamente zittito dal trascorrere degli eventi e dei fatti nel nostro territorio”, si legge in una nota di Claudio Ossani, vicesegretario provinciale Pri.
“Noi Repubblicani non siamo conservatori – continua il comunicato -. Anzi, applaudiamo ogni suggerimento che proponga come criterio amministrativo la migliore sinergia tra ente locale e iniziativa privata per la crescita collettiva della città. Di più: pensiamo sia sbagliato considerare una sorta di storico parco pubblico, per la sua pur importante vegetazione, un luogo destinato invece agli spettacoli e in particolare alla magia del cinema sotto le stelle. Ancora: noi Repubblicani non siamo mai stati affascinati da nessun comitato del no. Eppure… Eppure sarebbe poco intelligente non tenere ben viva e presente una rispettabile raccolta firme, che con grande onestà e correttezza ha cercato di sottolineare una posizione anche politica non sostenuta ufficialmente da nessun partito, ma che ha invece incontrato l'apprezzamento e il sostegno di tanti nostri concittadini ed elettori, specie tra chi nel 2010 ha voluto dare fiducia alla nostra rinnovata alleanza di centrosinistra. Sarebbe inopportuno, insomma, alla vigilia della ripresa autunnale, considerare le polemiche sorte intorno alla legittima progettualità del supermercato solo come una parentesi estiva prima dell'apertura di un cantiere”.
Secondo Ossani questa Giunta qualche errore l'ha commesso: “Pensiamo ad esempio al testamento Borghesi, documento decisivo per confrontarsi sull'area dell'Arena. Invece di essere messo fin da subito a disposizione dei vari interlocutori, è stato per la prima volta nominato con un po' di ritardo dagli assessori come un materiale che stava per essere reperito in occasione dell'incontro di presentazione organizzato e gestito da Conad al Museo delle Ceramiche. O pensiamo a questo stesso incontro nel fermo immagine dei rappresentanti di giunta seduti in platea, attenti ascoltatori prima di lanciare imprecisati sassi nello stagno della monetizzazione parcheggi. O pensiamo ancora a come l'Amministrazione abbia lasciato apparire (senza porre alcun paletto) munifico e splendido l'atteggiamento verso l'area cinema dell'investitore privato, interessato prima di tutto e come giusto ad allargare la propria superficie anche di vendita per accrescere il proprio fatturato”.
Ciò che i Repubblicani chiedono è “un ruolo della Giunta completamente diverso, da protagonista assoluto. Ci sarebbe piaciuto vedere affermata la prassi consolidata in molte altre città, secondo cui il valore economico dell'intervento a beneficio dei cittadini si misura in circa la metà dell'investimento privato, e non in una cifra che pure importante pare elargita come premio di consolazione ai dubbiosi e agli scettici. Ci sarebbe piaciuto che gli assessori avessero impostato alcuni colloqui preliminari, valutando l'impostazione anche di una doverosa trattativa sull'intervento strutturale al cosiddetto cubo, l'installazione già oggetto nel recente passato di un consolidamento con denaro pubblico e che sorregge il grande schermo sotto le stelle dell'Arena Borghesi. Ci sarebbe piaciuto che, magari affidandosi ai consigli o all'esperienza di qualche tecnico già in forza agli uffici di palazzo Manfredi, qualcuno avesse anche solo accompagnato o condotto la passerella mediatica con cui Conad ha invece presentato in solitaria i propri intendimenti.
Prima ancora che il ruolo di mediazione, in operazioni delicate e prevedibilmente sensibili come queste, è indispensabile che sia l'Amministrazione comunale ad apparecchiare il tavolo, per poi sedersi senza che nessun altro interlocutore debba accomodarle la sedia. È soprattutto in tempi di ristrettezze economiche, tagli e difficoltà di bilancio che la Giunta deve saper gestire alla perfezione la sinergia tra ente locale e iniziativa privata, senza dover affidarsi a imprudenti slalom tra moduli di raccolta firme di comitati trasversali e senza dover minare azzardando cali di popolarità un operato finora altrimenti sempre limpido, efficace e opportuno”.