Ravenna. Bilancio positivo per l'iniziativa “Strada facendo”, progetto di inserimento lavorativo che ha visto coinvolti due detenuti del carcere locale ed un volontario dell'associazione Auser a coordinare i lavori. Il percorso sperimentale ha avuto una durata di 3 mesi, da luglio a settembre 2011, per 7 giornate e un impegno orario individuale di 21 ore. I detenuti sono stati impegnati nel lavoro di pulizia e raccolta differenziata delle aree pubbliche tra la pineta e il bordo stradale di via Trieste a Marina di Ravenna, in quelle zone dove i mezzi meccanici non riescono a svolgere efficacemente la loro mansione.
Il progetto “Strada facendo”, promosso dalla casa circondariale Port’aurea, dal Corpo Forestale dello Stato e dall’Asp, si colloca in una più ampia cornice di “giustizia riparativa” la cui idea di base è che il reo, attraverso il reato, si è reso autore di un danno contro qualcuno, un singolo individuo, un gruppo o più in generale la collettività. L’adoperarsi a favore della vittima o della collettività vuol significare allora restituire, in forma materiale o simbolica, ciò di cui sono stati privati a seguito del reato. In ambito penitenziario, la “giustizia riparativa” si è affermata circa vent’anni fa, allorché la legge Gozzini del 1986 ha previsto che le persone che scontano la condanna in “affidamento in prova al servizio sociale” debbano adoperarsi, per quanto possibile, a favore delle vittime del reato, indicazione rimasta disattesa sino agli anni recenti.