Egregio direttore,
a volte invidio quelle persone che se ne fregano di tutto: una buona brioche, due chiacchiere al bar e la sicurezza che infonde il monotono ripetersi del “nulla di nuovo tanto… cosa posso farci io”? È strano come, invecchiando, malgrado la vista diminuisca, si vedano più cose e non si riesca a fingere di non vederle: credo sia palese la scollatura fra ciò che è legale e ciò che è giusto! Il popolo, con un referendum, si è espresso contro il finanziamento pubblico dei partiti ma il finanziamento è rimasto in altra forma: tutto legale ma non giusto! Se il popolo è sovrano, perché i referendum possono essere solo abrogativi e non propositivi? Perché possiamo solo abrogare leggi esistenti e non proporne di nuove?
E perché le proposte di referendum devono essere vagliate dalla Corte Costituzionale che può anche bocciarle?
Un organismo, composto da persone non elette dal popolo, ha il potere di impedire che il popolo, teoricamente sovrano, si esprima su ciò che vuole. Sono ammessi solo referendum che rispondano ai dettami costituzionali ma il popolo, se è vero che è sovrano, potrebbe anche voler cambiare una norma costituzionale… ma come può farlo se non può “proporre” e certi quesiti non sono ammessi?
Ci dicono che siamo un popolo libero: possiamo sceglierci la banca, il bar, quale auto comprare, cosa mangiare, e mille altre libere… innocue… inconsistenti libertà. Possiamo perfino votare liberamente i candidati non scelti da noi: quanti di voi conoscono il candidato che votano?
Ma quando si tratta di idee, provate a pensarci, siamo in libertà condizionata e liberi di fare… tutto quello che ci è permesso fare: tranne il saluto a mano tesa, non era così anche una volta? Tutti i cittadini sono uguali… ad eccezione dei privilegi concessi alle caste. Tutti abbiamo stessi diritti e doveri… salvo chi decide per se stesso, diritti, doveri e retribuzione. Tutti dobbiamo rispettare la legge salvo chi può non rispettarla impunemente… salvo chi, sugli errori, può costruire la sua carriera… salvo chi non può pagare non possedendo nulla… salvo chi possedendo molto può pagarsi l’avvocato migliore… salvo, etc. etc!
Tutti devono avere le medesime opportunità di studio e di lavoro: perché il numero chiuso a certe facoltà universitarie? Perché nessun figlio di deputato, magistrato, giornalista, manager, notaio, sindacalista e giù giù fino al figlio del barbiere di Montecitorio: perché nessun figlio di questi signori lavora nei Call Center, precario a 800 euro al mese?
Ovviamente i figli di tali padri, non possono essere la parte peggiore d’Italia: vanno premiati con ben retribuiti impieghi a tempo indeterminato!
Giorni fa, mi servivano quattro ruotine per fare un carrellino da usare in cantina: anziché fregare il carrello di un supermarket come fanno molti, sono andato a vedere da un signore che sgombera le cantine. Ha un vasto cortile e vi si trova un po’ di tutto, c’era anche una vecchia bilancia, simile a quelle che si vedono raffigurate sul muro di alcune aule, era li, rottame fra i rottami, dimenticata da tutti. (Gian Franco Bonanni)