Carissimi,
mi rivolgo ai lavoratori della scuola, agli studenti ed alle famiglie imolesi con questo messaggio di saluto in occasione dell’inizio del nuovo anno scolastico. Un saluto che ancora una volta non può e non vuole essere formale, ma che al tempo stesso non può non partire dall’augurare buon anno scolastico a tutti, nella speranza che nei prossimi mesi la scuola italiana ed il Paese tutto possano voltare pagina e ricominciare a guardare con più fiducia e speranza al tempo che verrà.
Sono come sempre certo che, ancora una volta, la passione e la competenza dei Dirigenti, del corpo docente e di tutti i lavoratori della scuola che operano sul territorio imolese, insieme all’attenzione delle famiglie verso la scuola, permetteranno al nostro sistema educativo di essere all’altezza delle sfide che ci attendono. E mi auguro quindi che i più piccoli ed i ragazzi possano attraversare il proprio percorso di istruzione con soddisfazione, tenendo sempre ben accesa la scintilla della curiosità dell’apprendere, che è risorsa fondamentale per ogni individuo.
Tuttavia la coperta è sempre più corta e tutti gli sforzi che ad Imola tutti insieme facciamo per preservare un sistema scolastico pubblico di qualità servono certo a salvare il salvabile, ma nulla potranno se le politiche scolastiche nazionali non subiranno una drastica inversione di rotta, tornando ad essere elemento fondamentale per permettere all’intero Paese di crescere e di investire sulle nostre più importanti ricchezze: la conoscenza, la formazione, le risorse umane. Non costringendo più i nostri figli, come oggi avviene a percorrere una scuola piena di ostacoli, di privazioni e  di umiliazioni, a causa di politiche nazionali sbagliate.

La crisi economica e sociale che da tempo attanaglia l’Italia continua a non dare tregua e ciò che se possibile è ancora più grave, ad essa si deve aggiungere un impoverimento culturale e morale del Paese e della società che preoccupa molto, insieme a ricette anticrisi che paiono aggiungere “benzina sul fuoco”. Sarebbe allora fondamentale e strategico che il sistema Italia investisse con decisione nell’istruzione a tutti i livelli, apportando le modifiche e le riforme necessarie. Così non è, perché le azioni del Governo sia in campo scolastico che economico portano tutte ad un impoverimento e ad una dequalificazione generale del sistema educativo pubblico italiano, dai nidi fino al mondo dell’università. Per questo credo che il Paese sia di fronte ad una vera emergenza civile e culturale che non può riguardare solo chi lavora nella scuola italiana o i diversi livelli istituzionali del Paese, o le forze sociali, già tutti in campo, ma che dovrebbe al contrario vedere protagonista l’intera società italiana e le sue rappresentanze sociali, economiche, culturali. Proprio ad iniziare da quel mondo dell’economia tutta che al contrario credo sia restato troppo in silenzio in questi anni di distruzione del sistema scolastico pubblico italiano.

Ad Imola, viviamo in una città che nei decenni, attraverso l’impegno e la passione di tanti dirigenti scolastici, degli educatori e dei docenti, del personale ausiliario, delle famiglie, dei giovani e delle amministrazioni locali, ha saputo costruire una scuola imolese di altissima qualità e diffusa nel territorio. Una scuola ricca di competenze, di professionalità, di innovazione e progetti di qualificazione, di legami e collaborazioni con la società ed il mondo economico locali. Insomma, un vero fiore all’occhiello che ci inorgoglisce.  E’ tutto questo che oggi subisce la mannaia del governo. E’ tutto ciò che già oggi, nonostante l’impegno di tanti attori locali, è impoverito in quantità e qualità, anche se in misura notevolmente inferiore rispetto ad altre parti d’Italia.
Questo è comunque inaccettabile per noi. Perché sono scelte che incidono sulla carne viva del nostro essere comunità, del nostro essere cittadini, sul diritto all’istruzione dei nostri figli, sul nostro grado di civismo. Ecco perché mi rivolgo allora direttamente ai genitori ed ai ragazzi in primo luogo, ma anche a tutti i lavoratori della scuola ed anche al mondo sociale ed economico per dire a tutti che oggi più di prima è necessaria una forte collaborazione e rapporti sempre più stretti e costruttivi tra le istituzioni locali, la scuola, le famiglie, gli studenti e le espressioni della società locale. Un vero e proprio patto di comunità per la scuola imolese. Un patto non contro qualcuno o qualcosa, ma per difendere e valorizzare il tessuto educativo locale e quell’enorme patrimonio che esso rappresenta. Perché solo uniti, come è stato dimostrato anche in queste ultime settimane con l’ottenimento di ulteriori classi sia alle elementari che alle medie, possiamo riuscire a difendere quello che in decenni insieme abbiamo costruito.
A tutti buon lavoro e buono studio. (Assessore alla Scuola Marco Raccagna)