Firenzuola. Archivio Zeta e “Scuola di pace” di Monte Sole, in occasione del venticinquesimo anniversario dalla morte di Primo Levi (1987/2012), propongono “La zona grigia”, un progetto Meta (MemoryEducationTheatreAction) riservato a scuole, centri culturali, biblioteche, teatri.
“La zona grigia” è un progetto educativo rivolto agli/alle studenti (a partire dalla terza media) e agli adulti. Non è una lezione o conferenza-spettacolo, come comunemente si intende, ma è un esperimento di teatro e di educazione alla memoria attiva, tratto da “I sommersi e i salvati” di Primo Levi (Einaudi 1986), che si svolge in qualsiasi luogo che possa contenere fino ad un massimo di 45 sedie messe in cerchio.
Il metodo che Meta applica per far nascere dubbi, domande, curiosità e aiuta a rompere stereotipi e luoghi comuni, deriva dall’unione di due esperienze professionali diverse ma affini: quella di Archivio Zeta (nell’ambito del Teatro di Parola) e quella della “Scuola di pace” di Monte Sole (nell’ambito dell’educazione alla memoria e alla responsabilità individuale). Il pericolo che la retorica legata ad ogni celebrazione generi assuefazione, distacco o disinteresse, è da qualche anno realtà. Meta persegue quindi un metodo educativo fondato sulla responsabilità e attenzione nell’uso della parola e dell’immagine. Propone la partecipazione ad un teatro/laboratorio interattivo che crea spazi di discussione e partecipazione. Il processo è facilitato dall'uso l'uso di attività e giochi di educazione non formale.
Partendo dall’ultimo libro che Primo Levi ci ha lasciato, appunto “I sommersi e i salvati”, e in particolare dal capitolo “La zona grigia”, cuore discusso e snodo di tutto il pensiero di Levi, inizia in forma teatrale il racconto della vicenda umana, politica e morale di Chaim Mordecai Rumkowski, presidente del ghetto di Lodz, autocrate e complice del nazismo, personaggio che Levi assume come simbolo per farci riflettere sulla zona grigia. Lo spazio della narrazione è il cerchio all’interno del quale spettatori e spettatrici (ragazzi/e, adulti, persone di ogni età) vedono dipanarsi attraverso oggetti, foto, carte, brani di discorsi pubblici, il mondo e l’umanità del ghetto di Lodz negli anni della seconda guerra mondiale. Si andrà formando una sorta di pannello della memoria che faciliterà i passaggi e le assonanze.
Alla fine dell’incontro, che potrà avere una durata variabile a seconda della risposta e delle necessità (minimo due ore), lasceremo a ognuno una cartolina di grande formato della “Zona grigia”, su cui ciascuno, potrà scrivere il proprio punto di vista sulle Zone grigie che quotidianamente vive e incontra. La cartolina potrà essere spedita alla Scuola di Pace di Monte Sole dove sarà custodita e inserita in un archivio della “Zona grigia” che sarà consultabile e visibile per coloro che visiteranno i luoghi della memoria di Monte Sole.
Le prossime repliche di “La zona grigia” si terranno a settembre a Reggio Emilia nell’ambito del festival francescano.
Per organizzare una replica, informazioni, prenotazioni e costi: Archivio Zeta 334/9553640 – info@archiviozeta.euwww.montesole.orgwww.archiviozeta.eu.