Dozza. Un affresco “I vigneti del socialismo romantico” e una mostra per rendere omaggio ad Aldo Borgonzoni. In questo modo la XXXIII Biennale del Muro dipinto rende omaggio al celebre artista, il tutto mentre i sei artisti partecipanti all’edizione 2011 stanno dipingendo sui muti di Toscanella e Dozza. A partire da venerdì 16 settembre, dopo un tempestivo e provvidenziale recupero appena completato in questi giorni, si torna ad ammirare la grande pittura murale eseguita nel 1985, appunto da Borgonzoni, nel corso della XI Biennale sotto l’antica loggia del Palazzo comunale, nella parete in cui è incastonata l’effige in bronzo di Andrea Costa. Il restauro del dipinto, ad opera di Crc Restauri, con il contributo della Cassa di Risparmio di Imola – Gruppo Banco Popolare, è cominciato lunedì 12 settembre e fa parte, insieme alla mostra, delle iniziative collaterali alla Biennale del Muro Dipinto.

La mostra omaggio a Borgonzoni
La pittura murale restaurata è il motivo centrale della mostra “Aldo Borgonzoni (1913-2004) a Dozza. Muro dipinto per l’Italia” allestita entro la suggestiva cornice della Rocca Sforzesca, che verrà inaugurata venerdì 16 settembre alle 18. Dal 16 settembre 2011 all’8 gennaio 2012, alla Rocca sforzesca, il visitatore può approfondire la conoscenza della grande decorazione borgonzoniana dalla sua esecuzione, attraverso note progettuali, studi tecnici, fotografie, corrispondenze, fino allo stato precedente l’odierno intervento di restauro. Particolarmente significativa è la presenza di  due grandi abbozzi pittorici del ‘murale’, cortesemente concessi in prestito dal Csac di Parma. Ma l’esposizione riserva anche altri motivi d’interesse, cominciando dalla serie dei ‘ritratti’ dei fondatori del movimento socialista in Italia, che si conservano presso il Centro studi e di documentazione del Muro Dipinto. Una piccola selezione di dipinti rimanda poi alla mostra monografica di Aldo Borgonzoni allestita nel 1985, nell’ambito dell’XI edizione del Muro Dipinto.  
Oltre ad un prezioso “Autoritratto” del 1940, si possono ammirare qui opere “esemplari” legate al ciclo delle “mondine” e a quello del “Concilio Vaticano II”’, oltre all “omaggio” al paesaggio agrario della collina di Dozza dipinto da Borgonzoni nel 1983. La mostra, curata da Patrizia Grandi e Orlando Piraccini è promossa dal Comune di Dozza e dalla Fondazione Dozza Città d’Arte con la diretta partecipazione dell’Istituto per i Beni artistici culturali e naturali della regione Emilia-Romagna e con la collaborazione Dell’Archivio & Centro Studi Aldo Borgonzoni di Bologna. Durante il periodo di apertura è prevista la presentazione di un volume, curato dall’IBC regionale, che illustra I vigneti del socialismo romantico di Dozza ed altri cicli pittorici di Aldo Borgonzoni incentrati sulle tematiche storiche e sociali.

Informazioni: tel./ fax 0542-678240 – rocca@comune.dozza.bo.it, www.fondazionedozza.it
Orari di visita: fino al 31-10-2011: dal martedì al sabato 10-12.30 e 15-18.30; domenica e festivi 10-13 e 15-19.30 – dal 1-11-2011:  dal martedì al sabato 10-12.30 e 14.30-17; domenica e festivi 10-13 e 14.30-18 – Chiuso lunedì feriali, 25 dicembre, 1° gennaio dalle 10 alle 13

La scheda
Aldo Borgonzoni è unanimemente considerato tra i protagonisti della vicenda figurativa italiana ed europea del secondo Novecento, a partire alla sua partecipazione al gruppo di 'Cronache' nella Bologna del dopoguerra, e come esponente del 'realismo', ma in una posizione autonoma rispetto alla linea ufficiale del movimento contrassegnato dall’impegno militante in campo politico e sociale.
Della figura e dell’opera di Borgonzoni si sono occupati valenti studiosi e critici d’arte: tra gli altri, Carlo Bo, Francesco Arcangeli, Carlo Ludovico Ragghianti, Arturo Carlo Quintavalle, Adriano Baccilieri, Claudio Spadoni.
Nato nel 1913 a Medicina, dopo il diploma nel 1936 alla Scuola d'Arte di Bologna, approda a fine decennio a forme di espressione consonanti con la Scuola Romana di “Corrente”, costituendo un' eccezione nell' ambiente tradizionale emiliano. Nel 1942 partecipa al “Premio Bergamo.
Antifascista e attivo nella Resistenza, nel 1944 dipinge uno straordinario ciclo di opere sugli orrori della guerra. Nel 1945, a Bologna, con Mandelli, Corsi, Minguzzi e Rossi fonda il Gruppo di “Cronache”. Nel 1947 soggiorna lungamente a Parigi orientando il proprio linguaggio figurativo nella sfera neocubista. Nel 1948 dipinge nel Salone della Camera del Lavoro di Medicina, l'affresco Storie del lavoro e della guerra, mentre a Bologna coordina la Mostra dell' Alleanza della Cultura. Nel 1949 vince il primo premio al concorso di Suzzara sui temi del lavoro. Esponente di spicco del movimento neorealista, nel 1950 esegue un ampio ciclo pittorico nella Casa del Popolo Gramsci di Vignola, ora distrutto.
Nel 1958, dopo un secondo soggiorno parigino,  inizia il ciclo” Concilio Vaticano II', ispirato dall' enciclica di Papa Giovanni XXIII “Pacem in terris”. Nel 1964 espone alla Galleria Max G. Bollag di Zurigo. Nel 1968 realizza mostre antologiche alle Gallerie Hlavniho Mesta di Praga ed al Museo di Bratislava. Tra le numerose mostre degli anni ’70 spicca l’ antologica alla Starci Gradksa a Zagabria, quando già la pittura di Borgonzoni ha accentuato spunti di matrice espressionistica, con paesaggi segnati da immagini fossili. Nel 1981, in occasione del bimillenario virgiliano, è invitato nel Palazzo Ducale di Mantova alla rassegna “Otto Maestri per Virgilio” assieme a Giorgi, Guttuso, Manzù, Murer, Moore, Treccani e Zancanaro. Nello stesso periodo l'Istituto Cervi gli commissiona un ciclo di 35 opere, raccolte poi nel 1984 al Museo Polironiano di San Benedetto Po, sul Centenario delle rivolte contadine “La Boje”. Nel 1984 dona al Museo dell'Informazione di Senigallia 60 disegni e tecniche miste, rappresentative dell'intera precedente produzione artistica. A più riprese a partire dal 1986, dona alla Comunità di Medicina 60 opere pittoriche e 100 disegni. Espone nel 1989 alla Casa del Mantegna a Mantova e nel 1991 al Circolo Artistico di Bologna.  Nel 1994 l'Università degli Studi di Bologna e la Fondazione Cardinale Lercaro promuovono, nell' Aula Magna dell'Università la rassegna il “Concilio Vaticano II'. Nel 1995 l'Istituto regionale per i beni culturali promuove il restauro degli affreschi nella Camera del Lavoro di Medicina. Nello stesso anno si apre l'antologica “Il naturalismo espressionista di Aldo Borgonzoni” al Palazzo del Podestà di Faenza, mentre l’artista è invitato alla Triennale di Milano per la mostra “Le ragioni della libertà” dedicata alle tematiche resistenziali.
Nel 2001 dona al CSAC Università di Parma 300 opere tra quadri e disegni (oltre ai carteggi con i maggiori protagonisti della cultura italiana del '900) presenti in una mostra antologica alle Scuderie della Pilotta. Aldo Borgonzoni muore nel 2004.