Imola. “Il sogno” compie dieci anni e vuole raccontare la sa esperienza aprendosi alla città sabato 17 settembre, dalle ore 17, presso la sua sede di via Venturini 24. Il gruppo appartamento, voluto per accogliere persone adulte disabili che necessitano di una risposta abitativa e assistenziale alternativa alla permanenza in famiglia, nasce da un progetto pensato e condiviso tra il Comune di Imola, l’allora Consorzio servizi sociali, ora Asp Circondario imolese e l’associazione San Giacomo. Fu proprio quest’ultima realtà che  espresse una famiglia disponibile ad impegnarsi per aprire questa nuova e inedita esperienza. Al suo nascere il progetto si chiamava “Dopo di noi”, per rappresentare che vi è una prospettiva possibile e reale per i disabili che restano privati di un proprio supporto familiare. Oggi a “Il Sogno” vivono insieme ad una famiglia di origine albanese, formata dai due genitori con i loro due figli, 3 ragazzi e 3 ragazze disabili, in una palazzina messa a disposizione dal Comune di Imola. Durante la giornata i ragazzi sono impiegati nei centri occupazionali o diurni e rientrano nel pomeriggio in quella che definiscono la loro casa.
I familiari dei ragazzi, laddove siano possibilitati, mantengono frequenti e significative relazioni oltre che con i loro congiunti, con la famiglia di Dino e Lilli Neziri, tenore lui e infermiera lei, che è la famiglia tutor. Tale famiglia si avvale del supporto tecnico-consulenziale fornito dagli operatori dell’Asp ed ha l’appoggio della rete di volontariato espressa dall’associazione San Giacomo.
“Il Sogno” è pienamente inserito nel territorio in quanto la sua collocazione favorisce la sua caratteristica di essere una casa tra le altre case della zona. Il progetto, avviato timidamente nel 2000, è stato formalmente istituito nel 2001. Oggi si è pensato di ricordare questi primi dieci anni di vita de “Il Sogno” perché i ragazzi e i loro familiari sono contenti di stare in questa realtà; una bella esperienza di mutualità va sempre fatta conoscere; è un esempio di cooperazione tra istituzioni pubbliche, volontariato e associazionismo; infine esprime la capacità creativa e le potenzialità del territorio a rispondere ai bisogni delle cosiddette fasce deboli della popolazione.
“A dieci anni dalla nascita di questo servizio, possiamo dire con soddisfazione che la cultura dell'accoglienza e della solidarietà, sviluppatasi attorno all'esperienza dell'Oratorio di San Giacomo, ha saputo tradursi in un'esperienza significativa di sussidiarietà come quella del gruppo ‘Il Sogno’ – sottolinea Roberto Visani, vice sindaco ed assessore alla Qualità sociale -. In questo luogo, la collaborazione fra le istituzioni e il volontariato offre ogni giorno uno spazio di grande dignità e inclusione sociale per le persone diversamente abili della nostra comunità”.