Dozza. Un’edizione, la XXIII della Biennale del Muro Dipinto con un “bilancio estremamente positivo”: così il sindaco di Dozza, Antonio Borghi, commenta l’esito della manifestazione che si è conclusa domenica scorsa. Apprezzata la novità della sessione notturna, con gli artisti che hanno lavorato dalle 21 alle 23 di giovedì scorso. In gen erale la Biennale è stata l’occasione per vedere all’opera artisti molto giovani ma già affermati nel loro mondo, che si sono espressi sui temi dell’avanguardia estrema dell’arte contemporanea.
“In primo luogo si è ulteriormente consolidato il rapporto fra Dozza e Bologna, e in particolare fra la Fondazione Dozza Città d’Arte ed il Mambo, il Museo di arte moderna del capoluogo, consentendo di ottenere ottimi risultati in termini di qualità degli artisti presenti e delle relazioni costruite fra gli artisti stessi ed il territorio” sottolinea Borghi.
Ricordiamo che gli artisti impegnati nel Muro Dipinto sono stati: a Dozza Karin Andersen, in piazza Zotti nella facciata del palazzo comunale; Bruno Benuzzi sempre in piazza Zotti, in un muro di fronte al palazzo comunale e da Riccardo Baruzzi, in via De Amicis sopra l’ex sede della Pro Loco; a Toscanella i writers Hemo, sul muro della pasticceria Berti, lato Bologna; Moneyless sulla facciata della Cassa di Risparmio di Imola e Paper Resistance su un pilone del nuovo centro civico comunale, in piazza della Libertà.
Ora i sei nuovi affreschi entrano a fare parte di quella galleria d’arte a cielo aperto che è il borgo medievale di Dozza, con quasi un centinaio di affreschi dipinti sui muri, ai quali se ne aggiungono un’altra decina a Toscanella.

Tra gli eventi collaterali, senza dubbio il più significativo e il più sentito dalla comunità locale è stato l’omaggio all’Arma dei carabinieri del dipinto realizzato da Gino Pellegrini sulla facciata della caserma. “Questo affresco vuole essere il modo con cui la comunità di Dozza, nel 150º dell'Unità d'Italia, in occasione del Muro Dipinto, esprime la propria forte riconoscenza all'Arma dei Carabinieri per quello che ha fatto lungo i quasi due secoli della propria storia e per il ruolo fondamentale che svolge ogni giorno – sottolinea il sindaco di Dozza, Antonio Borghi -. A questo proposito, voglio ringraziare l'Arma per l’entusiasmo e la disponibilità con cui ha accolto l’idea del dipinto sulla facciata della caserma e ci ha aiutato a realizzarlo, aggiungendo inoltre quell’evento speciale rappresentato dal concerto della Fanfara della Scuola marescialli e brigadieri carabinieri di Firenze”.

Da questa edizione del Muro Dipinto emerge una città con più opere d’arte di qualità, alcuni affreschi tornati all’antico splendore, come quello di Aldo Borgonzoni I vigneti del socialismo romantico realizzato nel 1985 per la XI Biennale, con nuovi spazi espositivi e nuovi ambienti restaurati all’interno della rocca, ora divenuti pienamente fruibili, quali la “Stanza del Conte Lorenzo” e la Camera del Cuoco, nella quale è stata collocata in maniera permanente la Donazione Arcangeli, con l’attigua sala recuperata nei vani un tempo destinati ai granai.
“Tutto questo arricchisce l’offerta rivolta ad un turismo sempre più in crescita e di qualità – aggiunge il sindaco Borghi – , partendo da questi risultati, emerge la consapevolezza che il ruolo di Dozza, dal punto di vista dell’offerta turistica culturale, è sempre più riconosciuto ed è un punto di riferimento ben preciso nell’ambito dell’Emilia Romagna”.
Infine, va ricordato che fino all’8 gennaio, in rocca, è aperta la mostra “Aldo Borgonzoni (1913-2004) a Dozza. Muro Dipinto per l’Italia” dedicata al grande artista medi cinese proprio in occasione dell’avvenuto restaurato del dipinto murale I vigneti del socialismo romantico realizzato da Aldo Borgonzoni nella loggia del municipio, nel 1985 per la XI Biennale del Muro Dipinto.