Imola. Primi ruggiti sulla pista dell’Enzo e Dino Ferrari. E se al primo posto delle prime libere possiamo parlare di parziale sorpresa, con la Honda di Jonathan Rea davanti a tutti, le gerarchie di questo mondiale si ricompongono con il secondo posto del leader della classifica Carlos Checa su Ducati. In effetti Rea, che l’anno scorso rinunciò alla gara dopo una caduta nella giornata di sabato, arrivava sul circuito del Santerno in una forma strepitosa, avendo conquistato sei podi in sequenza. Il pilota britannico ha fermato i cronometri sul tempo di 1’48”241, meno di un decimo dal giro veloce di Carlos Checa (Ducati) realizzato lo scorso anno. Risultato non usuale nella prima giornata di prove ma su cui ha inciso in maniera determinante la riasfaltatura della pista, che ha permesso ai piloti di sfruttare al meglio le doti tecniche dei rispettivi mezzi. Checa ha accusato un ritardo di poco più di un decimo dopo essere stato il più veloce nelle prove della mattina. “Il nuovo asfalto ha tanto grip – è stato il commento del pilota spagnolo – e i tempi fatti lo dimostrano. Il divario di prestazioni rispetto allo scorso anno si sente anche se ora bisogna trovare la gomma giusta per la gara”.
Ottimo quarto tempo per Michel Fabrizio (Suzuki), uno dei protagonisti annunciati di questa gara, dietro al portacolori della BMW, Leon Haslam. A sei decimi si è piazzato Marco Melandri (Yamaha). Il ravennate aveva girato ad Imola l’ultima volta nel 1999 nella vittoriosa gara del mondiale 125 ma ha già dimostrato di poter lottare per la vittoria.
Nella Supersport miglior tempo, 1’52”375, per l’italiano Luca Scassa (Yamaha), anche lui velocissimo visto che è arrivato a soli due decimi dal giro veloce della pista (1’52”198). Alle sue spalle Broc Parkes (Kawasaki) in 1’52”553, terzo tempo per il leader del Mondiale, Chaz Davies (Yamaha), che domenica ha grandi chance di conquistare il suo primo titolo iridato.
Nella Superstock 1000 due italiani davanti a tutti, con Danilo Petrucci (Ducati) e Davide Giugliano (Ducati) separati da 150 millesimi. Nella Superstock 600 il più veloce è stato Giuliano Gregorini (Yamaha) in 1’56”394.

Le gare di domenica

Le statistiche
Per Leon Camier si tratta della prima esperienza sul circuito italiano: l'anno scorso era convalescente per l'infortunio patito al Nurburgring;
Jonathan Rea ha dovuto rinunciare alle gare di Imola dell'anno scorso a causa di una caduta nel corso della giornata di sabato: arrivava sul circuito del Santerno in una forma strepitosa, avendo conquistato sei podi in sequenza, classificandosi sempre al primo ed al secondo posto. L'unica esperienza di gara Superbike ad Imola per Jonathan resta quindi quella del 2009: terzo in griglia e settimo e sesto in gara. Due risultati influenzati da un contatto con Michel Fabrizio in gara uno e dei problemi ai freni in gara due;
Carlos Checa è più che mai l'uomo da battere ad Imola, non solo per le prestazioni fatte registrare quest'anno (11 vittorie) ed il vantaggio in classifica mondiale (74 punti), ma perché l'anno scorso dominò entrambe le gare, nonostante partisse da una modesta nona posizione in griglia;
Mark Aitchison l'anno scorso disputò quattro gare nel campionato Supersport ed ottenne il suo miglior risultato proprio sul circuito di Imola: ottavo in griglia e settimo all'arrivo;
Troy Corser ha partecipato a tredici delle quindici gare Superbike corse ad Imola. Il suo miglior risultato è un secondo posto, ottenuto in gara uno nel 2001 e nell'unica gara del 2005, al termine della quale si laureò matematicamente campione del mondo per la seconda volta. Da quel podio nel 2005, Troy è riuscito a terminare solo una volta nella top-10, in gara due nel 2006. Nel 2009 ebbe problemi ai freni e l'anno scorso fu vittima di un calo di grip nelle gare: partiva in sesta posizione. Corser non si è mai qualificato fuori dalla top-10 ad Imola;
L'ultima esperienza di Joan Lascorz ad Imola risale al 2009, nel campionato Supersport: occupava la seconda posizione in gara quando una perdita d'olio non solo lo costrinse al ritiro, ma obbligò la direzione gara ad un'interruzione per ripulire la pista;
L'ultima corsa a livello mondiale di Marco Melandri ad Imola fu la gara 125 del 1999, quando vinse dalla pole davanti a Simone Sanna ed Arnaud Vincent;
Noriyuki Haga ha ottenuto risultati eccellenti ad Imola: in undici gare disputate si è ritirato solo in gara due nel 2004 per una caduta, altrimenti si è sempre piazzato tra i primi sei. Il pilota giapponese è andato a podio in entrambe le edizioni del 2009 e del 2010, vincendo gara uno nel 2009. L'anno scorso Nori ha registrato la sua unica qualifica al di fuori dalla top-10 qui, un quattordicesimo posto che non gli ha impedito di giungere terzo e secondo nelle due gare in programma;
Due podi in due gare Supersport corse qui per Eugene Laverty: fu secondo dietro a Kenan Sofuoglu nel 2009 e terzo l'anno scorso dietro a Michele Pirro e Kenan Sofuoglu. La gara del 2010 vide protagonisti proprio Sofuoglu e Laverty: in lotta per la vittoria dal primo all'ultimo giro, l'inglese scivolò all'ultima curva, entrambi finirono nella via di fuga lasciando la vittoria a Pirro;
Tom Sykes mise a segno qui l'anno scorso la sua prima pole in carriera, terminando le gare in sesta e quarta posizione. Nel 2009 partendo dalla sedicesima piazza riuscì comunque ad andare a punti con un nono ed un dodicesimo posto;
Due anni fa ad Imola Michel Fabrizio visse uno dei suoi migliori weekend, conquistando la pole (prima in carriera), un terzo posto in gara uno ed un'inaspettata vittoria in gara due. Inaspettata perché trionfò davanti al suo compagno di team Haga, sottraendogli punti per la lotta al titolo. L'anno scorso fu settimo in gara uno e cadde in gara due. Michel vinse qui anche nel 2003 in Superstock 1000;
Pole, vittoria e giro veloce in Superstock 1000 l'anno scorso per Ayrton Badovini. Nello stesso campionato vinse anche nel 2009 -dalla pole- ma fu squalificato per violazione del regolamento tecnico;
Leon Haslam ha terminato cinque delle sei gare corse ad Imola a punti. L'unica prova in cui si è dovuto ritirare fu gara due l'anno scorso: la rottura del suo motore consegnò a Biaggi matematicamente il titolo di campione del mondo. Il miglior risultato di Leon qui ad Imola è un quinto posto, ottenuto in gara uno l'anno scorso, facendo segnare il giro veloce in gara.