Imola. Una serata nel nome dell’amarcord e della passione quella che si è sviluppata mercoledì 21 nella sala della Banca di Credito Cooperativo che si apre nella centralissima piazza Matteotti di Imola: 160 posti disponibili tutti occupati, l'ambiente gremito di un pubblico intervenuto per celebrare quello che è stato probabilmente il padre nobile dl motociclismo moderno, quel Checco Costa che oltre ad aver “inventato” il circuito imolese è considerato il creatore del modello di gran premio così come oggi lo conosciamo.
Nomi illustri hanno sottolineato, con la loro presenza, l’importanza dell’evento, dal conduttore della serata, Marino Bartoletti, ad una serie di grandi delle due ruote, da Loris Capirossi ad altri grandi del passato: Mario Lega, Graziano Rossi, Virginio Ferrari, Vinicio Salmi, protagonisti di altri tempi dei gran premi motociclistici che ad un certo punto della loro carriera hanno avuto la sfortuna (e la fortuna, possiamo aggiungere) di avere a che fare con il mitico “dottor Costa”, figlio di Checco che da sempre, sulle orme paterne, segue le competizioni motociclistiche per ragioni professionali oltreché di passione.
“Sfortuna” perché, evidentemente, rimasti vittime di incidenti gravi sui circuiti, “fortuna” perché, molto semplicemente e pragmaticamente, grazie all'intervento del medico che oggi è dotato di una clinica mobile sono in grado di raccontarlo al mondo, quell'incidente che rischiò di toglierli non solo dalle gare ma anche dalla vita.
Nel corso della serata il dottor Costa è stato tra i relatori, raccontando episodi della vita del papà ma anche altri riguardanti vari momenti dai circuiti. Ma nella serata ai microfoni si sono alternati in diversi: dall'altro erede di Checco, quel Carlo che è la voce ufficiale del circuito e qui ha fatto gli onori di casa, al sindaco di Imola, Daniele Manca, al Presidente dell'ente gestore dell'autodromo Uberto Selvatico Estense, al direttore dell'ente stesso, Walter Sciacca a, naturalmente, i due autori principali del libro, Claudio Ghini, dalla cui idea si è anche prodotto il video del DVD allegato, ad Angelo Dal Pozzo. Non vanno dimenticati peraltro anche gli altri due co-autori: Ivan Noferini e Luciano Costa.
La proiezione del video: cinquanta minuti di emozioni in una cavalcata nel tempo con immagini storiche dalle competizioni di motocross negli anni '50 nel neonato percorso collinare dove oggi si sviluppa la pista, alle prime gare sul circuito attuale alle interviste ai nomi che hanno fatto la storia del motociclismo internazionale e di questo circuito, primo fra tutti Giacomo Agostini, e poi Lucchinelli, Rossi, Cecotto, e via ricordando su una strada che si sviluppava sulle curve da percorrere a 250 all'ora tenendo il gas “a manetta” per mantenere una prima posizione.
Neanche da dire che al termine della proiezione un lungo applauso ha gratificato l'opera di Mauro Bartoli, regista del video in cui le musiche di Johnny Burning hanno sottolineato, con la fotografia di Marco Ferri e il montaggio incalzante di Lorenzo Stanzani,  i momenti di pathos e quelli di allegria.
La serata si è poi conclusa con i ringraziamenti di Carlo Costa all'on. Solaroli e a Valerio Zanotti per ilo supporto appassionato e lo stimolo forniti agli autori nel corso della preparazione del libro e con Marino Bartoletti a fare da gran coppiere delle domande rivolte sia agli autori sia ai quattro piloti che hanno parlato della loro esperienza diretta con Checco Costa sia raccontando episodi sconosciuti e curiosi, sia – per la voce di Graziano Rossi – invitando le autorità a ripristinare la mitica 200 Miglia che Checco importò da Daytona portando in Italia il circo americano delle due ruote.
La 200 miglia vedrà a fine settembre un revival, ma Graziano – assicurando a modo suo la presenza anche di Valentino – suggeriva che forse una ripresa delle competizioni della Moto GP, oltre alla Superbike che già usa Imola come tappa della sua tournée e che quest'anno accende i motori nell'ultimo week end di settembre, avrebbero ridato smalto alla passione tutta romagnola e imolese verso i motori e, in particolare, verso le due ruote.
Una cosa è comunque risaltata, sia nel corso della serata sia negli abbracci tra piloti e protagonisti delle competizioni – piloti e giornalisti – sia comunque dall'affettuosa partecipazione di un pubblico attento: la riduzione delle competizioni internazionali sul circuito imolese non ha tolto o diminuito la passione dei romagnoli verso i motori rombanti e le curve in piega al Tamburello o alla Rivazza o alla Tosa.
L'attesa del prossimo week end di motori con la SBK e la prossima rievocazione della mitica 200 miglia non sono quindi che una sorta di attesa e muto invito, per riprendere quello rivolto verbalmente da Graziano Rossi, a chi “può” decidere affinché si attivi per riportare alcune perle del motorismo internazionale su questo affascinante circuito, iniziativa che sarebbe anche un implicito omaggio a chi con lungimiranza lo pensò, lo volle, lo costruì con l'amore per le due ruote che solo chi ha sangue romagnolo può capire.
Noi aspettiamo nel paddock. (Paolo Bastoni)