Caro direttore,
c’era una volta un “modo di dire” noto a tutti: per fare un fiume, ci vogliono due rive. Vediamo di applicare il concetto nella vita di tutti i giorni. Le tasse ad esempio: é giusto e doveroso pagarle ma é anche giusto e doveroso che chi é preposto a spenderle le usi bene… e se chi non paga le tasse é perseguito legalmente e multato, perché chi sperpera il danaro pubblico non paga mai?
E in quanti modi è possibile sperperare il danaro pubblico?
– Sono state costruite opere colossali assolutamente inutili coi nostri soldi a scapito della sanità, della ricerca, della scuola.
– Sono state vendute proprietà dello Stato per aumentare le entrate ma vi ricordate come si faceva la stipula di un appartamento dal notaio fino a pochi anni fa? Ufficialmente l’immobile era venduto ad un terzo del suo valore e si pagava di fronte al notaio… poi lui si assentava per dieci minuti.
In quei dieci minuti, il compratore, in contanti e in nero, pagava il resto della cifra, il tutto illegalmente alla luce del sole!
Ovviamente lo Stato non poteva prendere soldi in nero perciò nelle stipule di beni dello Stato, il notaio non usciva mai dalla stanza e questo ha permesso a deputati, senatori e alte cariche di ogni altra casta di comprare legalmente appartamenti prestigiosi al prezzo di un monolocale: ricordo benissimo, a tal proposito, l’intervento di Marco Travaglio in Tv!
– Si può sperperare danaro pubblico distruggendo qualcosa solo perché ci si annoia o perché il Napoli ha perso in casa… o perché qualcuno non la pensa come l’altro: nessuno paga per aver distrutto dei beni comuni?
– C’è poi chi gonfia gli appalti pubblici per trarne profitto: costruzioni, manutenzioni, forniture, servizi, perfino le mense scolastiche danno origine a tangenti di danaro pubblico pagato da noi!
– Le retribuzioni scandalose, le regalie, i doppi e tripli incarichi con doppie o triple pensioni, i privilegi assistenziali di alcune grosse e grasse caste, Giustizia compresa: questo genere di sperpero è legale perché sono loro a decidere sia le regole del gioco sia la fetta della loro torta.
Quando, mezzo secolo fa, venni assunto dalla allora Cogne di Imola, dopo appena un mese il mio capo mi chiese se ogni sera, tornando a casa, fossi sicuro di aver meritato il prezzo che l’azienda aveva speso per me. Forse tutti noi dovremmo chiederci: “Ma veramente queste persone sono convinte di aver meritato, col loro lavoro e col loro ‘prodotto’ il prezzo che ci costano ogni giorno?”.
Per noi, l’importante è pagare le tasse ma come verranno spesi i nostri soldi, non è affar nostro! La giustizia, giustamente sollecita a perseguire l’evasore fiscale, non è quasi mai altrettanto sollecita nel punire chi sperpera il danaro pubblico… l’importante è che lo sperpero sia “legale”!
Ho dedicato alcuni giorni di tempo a frequentare alcune mense milanesi e mi sono intrattenuto con giovani dei Call center che vivono in quattro in un monolocale, con ragazze cinesi che lavorano 12 ore al giorno a 600 euro al mese, un frutto alla mattina, un pranzo al self service da dividere in due e una “macedonia” alla sera. Nessuno di questi è obeso perché hanno solo il minimo indispensabile per ritornare vivi a lavorare il giorno dopo come… schiavi!
Ma i responsabili di questo, come fanno a dormire senza anestesia?
C’è molto da lavorare anche sull’altra riva del fiume! (Gian Franco Bonanni)