Una piccola storia (ignobile, in questo caso) fra le tante che non escono dal locale e invece hanno forse un valore più grande, di allarme.
Un anno fa a Faenza si è costituito il Comitato Faventia, dal nome romano della città, “la favorita degli Dei”, sedicente apartitico. In realtà molti fra questi difensori della città sono riconducibili a Forza Nuova e alla Lega Nord. In un comunicato questi “faventini” (da Faventia non da fava) rivendicano: «In questi mesi abbiamo potuto contare sulla solidarietà del movimento politico Forza Nuova, il quale ci ha supportato con un’onesta collaborazione senza pretendere alcuna ingerenza politica rispettando correttamente la linea apartitica del comitato». In città Forza Nuova è molto aggressiva e d’altronde i suoi riferimenti nazifascisti sono notissimi a chiunque voglia saperli.
Questi faventini vantano “l’udienza chiesta dal sindaco Malpezzi […] che ha dimostrato la consistenza del comitato di fronte all’amministrazione”.
Il giovane sindaco Giovanni Malpezzi guida una giunta civica allargata a Pd e Idv. E’ venuto su – dice lui – dalla “società civile” e ha vinto le primarie contro il candidato debolissimo del Pd. Il classico bancario-ragioniere cresciuto nelle scuole di certe parrocchie, armato di bigottismo e poco altro.
A marzo 2011 il Comitato Faventia ha organizzato con il patrocinio del Comune (Assessorato allo Sport) il Carnevale dei bambini con i cavalli in una delle piazze rinascimentali più famose e belle d’Italia. Hanno dato la loro collaborazione Ascom, Confesercenti, Cna, Confartigianato, Banca Popolare di Ravenna, il Maneggio Amico Cavallo di Rivalta e i Cavalieri del circolo Cifa di Faenza.
Per questa iniziativa, “conclusasi con successo di pubblico, il Comitato ringrazia particolarmente due assessori: Maria Chiara Campodoni (assessore allo sport, politiche giovanili e servizio civile, servizi all’infanzia, attività del tempo libero, pari opportunità, pace e diritti civili) e Roberto Savini (assessore all’ambiente e igiene pubblica, mobilità pubblica, personale) che ha distribuito i premi durante la manifestazione”.
Un attimo di pausa, un caffè e il giornalista (o il semplice bipede pensante) rilegge: dunque l’assessora referente per le pari opportunità e i diritti civili non ha problemi (o non ha informazioni al riguardo?) su una collaborazione con un comitato che in questi mesi dichiara di aver “potuto contare sulla solidarietà del movimento politico Forza Nuova”.
I faventini proseguono la loro attività (vedere il sito http://comitatofaventia.blogspot.com/): si occupano di bambini e di problemi quotidiani, di unioni civili, chiedono di intitolare una strada alle vittime delle foibe (è purtroppo diffusa la dimenticanza delle vittime del fascismo italiano nell’ex Jugoslavia) e attaccano famiglie rom, da tempo residenti a Faenza, con affermazioni pesantemente razziste. Anche su quest’ultimo punto l’assessora ai “diritti civili” non pare attenta.
Ma le foibe sono piaciute al giovin sindaco che alla riunione della Commissione Toponomastica per rispondere alle “numerose richieste” giunte (indovinate da chi?) ha fatto mettere all’ordine del giorno la proposta di intitolare un lungofiume ai “Martiri delle Foibe”. E questo dopo avere omaggiato, lo scorso 25 aprile, i “ragazzi di Salò”.
Di tutto questo pochissimo si parla fuori di Faenza. Chi scrive (che pure abita a pochi chilometri da questa città così favorita dagli dei ma che ha anche dato i natali al partigiano Silvio Corbari e a molti antifascisti) deve queste informazioni a un articolo apparso sul numero 25 del settimanale “Umanità nova”. Ecco, “i soliti anarchici” si dirà. Ma da bravo giornalista ho verificato le informazioni: tutto vero e purtroppo tutto tace.
Casualmente mentre verifico queste notizie mi giunge notizia da Firenze della terza edizione del premio letterario Vittorio Porfito, indetto dalla rivista fiorentina “Fuori binario” (redazione@fuoribinario per chi volesse saperne di più) sul tema “Il degrado cos’è”. Credo che manderò questo articoletto lì per provare a spiegare che il degrado è spesso nelle istituzioni.  (Daniele Barbieri)