Ravenna. L’assessore alla Cultura del Comune di Ravenna, Ouidad Bakkali, ricorda che sabato 1 ottobre 2011 ricorre il primo anniversario della morte di Raffaele De Grada, intellettuale e storico dell’arte, che nella sua lunga carriera ha, tra l’altro, diretto l’Accademia di Belle arti e riorganizzato la pinacoteca della loggetta lombardesca. “De Grada – ricorda l'assessore – ha lasciato una significativa impronta nella nostra città. Passionale antifascista e partigiano durante gli anni del conflitto mondiale, poi pacifista convinto negli anni immediatamente successivi, De Grada sin dagli inizi della sua formazione culturale e politica è circondato dalle eccellenze italiane del panorama intellettuale ed artistico di quel tempo. Tra gli illustri incontri e le amicizie che segneranno la sua vita ci sono Montale, Moravia, i pittori amici del padre, noto artista di metà Novecento, Colacicchi, Graziosi, Carena e negli ambienti antifascisti conoscerà Ugo La Malfa e l'avvocato Adolfo Tino. Non ancora ventenne già scrive e pubblica saggi e scritti d'arte, poco più che ventenne conoscerà l'esperienza del carcere a causa delle sue attività contro il regime, lo vedremo poi comandante della brigata partigiana del Fronte per la Liberazione di Firenze. Commentatore politico, dirigente Rai, consigliere comunale, parlamentare, consigliere provinciale, titolare della cattedra di d storia dell'arte all'accademia di belle arti di Brera e dirigente dell'accademia di arte e restauro di Como. La città di Ravenna ha avuto la fortuna di ospitare De Grada a partire dal 1970, anno nel quale viene chiamato a dirigere l'accademia ed a riorganizzare la pinacoteca della loggetta lombardesca. La sua venuta creò fermento culturale e nomi prestigiosi gravitarono intorno all'accademia in quegli anni. Gli studenti di allora ebbero l'irripetibile occasione di assistere alle sue lezioni di arte, estetica e sociologia, superando il confine attraendo studenti internazionali. Per tutto questo e per molto altro la città di Ravenna ha il dovere e l'onore di ricordare Raffaele De Grada ad un anno dalla sua scomparsa, ringraziandolo ancora una volta, per aver lasciato la sua firma sulla nostra accademia delle belle arti e sulla nostra città e di aver fatto di quel periodo trascorso a Ravenna, ‘una Grande Stagione’”. (Elvis Angioli)