Imola. Utilizzare bocconi avvelenati è una pratica inumana, nonché reato grave. Denunciare i responsabili, i sospetti tali o ignoti aiuta a monitorare e controllare il territorio, prevenendo rischi per le persone, gli animali e l’ambiente. Se si trova materiale sospetto è importante segnalare il fatto alle Forze dell’Ordine e consegnarlo al servizio Veterinario dell’Ausl di Imola.
“Il compito del servizio veterinario pubblico è di raccogliere le informazioni relative al luogo di rinvenimento e a quanto necessario per descrivere il caso e provvedere all’inoltro del materiale alle analisi per la ricerca di sostanze tossiche, che vengono eseguite dall’Istituto Zooprofilattico della Lombardia e dell’Emilia Romagna – spiega la dr.ssa Gabriella Martini, direttore della Uoc Sanità pubblica veterinaria -. Per fare questa operazione è bene utilizzare precauzioni, come evitare contatti diretti con le mani e sigillare accuratamente il materiale raccolto, fino alla consegna al nostro servizio, all’Ospedale Vecchio (Via Amendola 8, tel. 0542604950). Se viene accertata la presenza di veleni o sostanze tossiche nell’esca analizzata, il sindaco, immediatamente informato, può disporre, a seconda dei casi, la bonifica della zona di ritrovamento, la segnalazione mediante apposita cartellonistica della zona interessata o richiedere l’intensificazione dei controlli da parte degli organi di polizia. Stessa cosa nel caso in cui, purtroppo, un animale ingerisca un’esca e manifesti sintomi di avvelenamento. Dopo avere contattato il veterinario curante per l’immediato soccorso dell’animale, è necessario segnalare l’evento alle Forze dell’Ordine e consegnare al servizio veterinario della Ausl di Imola eventuale materiale organico o residui dell’esca ingerita, da inviare all’analisi. L’attenzione e la partecipazione attiva, con segnalazioni, dei cittadini, è fondamentale per contrastare questo fenomeno e permette inoltre di mantenere aggiornata la mappa regionale degli avvelenamenti di animali, uno strumento utile a favorire la prevenzione e rendere più incisiva la repressione”.   
La mappa regionale degli avvelenamenti è il risultato delle “Linee guida per la lotta agli avvelenamenti degli animali” (delibera di Giunta regionale 469/2009), con cui è stato introdotto un unico percorso operativo, a partire dalla raccolta dei reperti fino all’identificazione e analisi dei bocconi avvelenati e degli animali deceduti e agli interventi di bonifica. Il provvedimento ha definito compiti e ruolo di ciascuno dei soggetti coinvolti: i servizi veterinari delle Aziende Usl effettuano una prima valutazione dei casi di avvelenamento e tengono traccia delle segnalazioni, l’Istituto zooprofilattico sperimentale della Lombardia e dell´Emilia-Romagna ha il compito delle analisi di laboratorio, il Corpo forestale dello Stato è la forza di polizia specializzata nel contrasto al maltrattamento degli animali. La definizione di una procedura unica e uniforme in tutta l´Emilia-Romagna ha anche lo scopo di rendere più efficace il coordinamento nella vigilanza del territorio da parte degli organi di controllo, il cui impegno è tuttavia spesso reso inutile dalla difficoltà di cogliere in flagrante i responsabili di questi reati.

Il fenomeno nell’imolese
2011: ad oggi (28/09/2011) ci sono 32 segnalazioni (15 animali e 17 esche) di cui 11 positivi* (6 animali e 5 esche)
2010: 29 segnalazioni (14 animali e 15 esche) di cu i 6 positivi (4 animali e 2 esche)
2009: 31 segnalazioni (23 animali e 8 esche) di cui 7 positivi (4 animali e 3 esche)
2008: 18 segnalazioni di cui 8 positive
2007: 20 segnalazioni di cui 9 positive

*l’analisi di laboratorio ha confermato la presenza di veleno nell’esca o di avvelenamento nell’animale.