Il 15 ottobre prossimo, la rete dei movimenti di base ha organizzato manifestazioni a Roma, in tutta Europa e in tutto il mondo. Il grande appuntamento delle reti di base, indignados, associazionismo, sindacati, volontariati, precari, operai, studenti, pensionati, disoccupati, prevede manifestazioni in tutte la capitali mondiali contro le decisioni dei poteri mondiali e nazionali di fare pagare la più grande crisi mondiale dal ’29, ai popoli che non hanno causato la crisi stessa. E non a caso, le parole d’ordine, per i movimenti in Italia, sono qui sotto scritte:
1. Non pagare il debito, far pagare i ricchi e gli evasori fiscali, nazionalizzare le banche.
2. No alle spese militari e cessazione di ogni missione di guerra, no alla corruzione e ai privilegi di casta.
3. Giustizia per il mondo del lavoro. Basta con la precarietà. Siamo contro l’accordo del 28 giugno e l’articolo 8 della manovra finanziaria.
4. Per l’ambiente, i beni comuni, lo stato sociale. Per il diritto allo studio nella scuola pubblica.
5. Una rivoluzione per la democrazia. Uguale libertà per le donne. Parità di diritti per i migranti. Nessun limite alla libertà della rete. Il vincolo europeo deve essere sottoposto al nostro voto.
A Bologna, nei giorni scorsi si è costituita l’assemblea “Dobbiamo fermarli”, che conta quasi duemila iscritti tra sindacalisti, lavoratori, docenti, studenti e mondo del precariato e rappresentanze sindacali di base.
A livello nazionale, la Fiom aderisce alla manifestazione e pubblica la e mail per le adesioni: 15ottobre@gmail.com.
La giornata del 15 ottobre vuole essere una giornata di lotta globale contro la distruzione dei diritti, dei beni comuni, del lavoro, e delle democrazie compiute. La manifestazione partirà alle ore 15 da Piazza della Repubblica e arriverà a Piazza San Giovanni.