Steve Jobs ha lottato per anni contro la sua malattia, e lo ha fatto senza mai smettere di innovare. Il Genio si è spento nella notte, lasciando il mondo con le sue invenzioni. Idee e prodotti che hanno cambiato la vita di molti di noi. Il Mac, prima di tutto: il primo sistema operativo con le finestre e i menù a tendina. Poi l'iPod, l'iPhone. E ancora il cloud, la “nuvola” (che in origine, quando non ce l'aveva nessuno, si chiamava iDisk) e infine l'iPad.
E gli altri a rincorrere il Genio, con prodotti simili, ma mai uguali, a volte con più successo commerciale di lui, ma sempre un passo indietro. Ha lottato Steve Jobs, continuando a fare crescere le idee nella sua azienda, la Apple, che fondò insieme a un altro Steve in un garage, vendendo un Maggiolino per ricavarne dei soldi. Sappiamo che il Genio ha cresciuto uno staff di tutto rispetto, motivandolo continuamente e formandolo nelle continua e maniacale ricerca della perfezione, nella cura del dettaglio. Perché, diceva, la tecnologia deve essere anche bella.
Oggi è venuto il giorno che tanti temevano. Steve non ce l'ha fatta. Ci mancherà come ci mancano i grandi leader, le guide di vita, le grandi stelle del rock. In fondo Steve Jobs era tutto questo e, certo, grazie a lui la Apple è molto più di un marchio. Per molti è stata sempre una fede da difendere, in un mondo infestato da virus e da errori di sistema. Una schiavitù della complicazione e della formattazione da cui l'utente Mac è sempre stato franco. In quindici anni di lavoro ininterrotto con il Mac, chi vi sta scrivendo non ha mai perso un dato e pensa di aver risparmiato, non avendo mai perso tempo con antivirus o formattazioni da ultima spiaggia, almeno un mese di vita. Grazie Steve per quello che hai fatto, riposa in pace sulla tua “nuvola” e se puoi continuare a migliorare il mondo, da lassù, continua a farlo.
Alla Apple, invece, l'augurio di continuare ad esistere come l'avrebbe voluta lui. Come la vogliamo ancora noi.

(Massimo Calvi)