Imola. E’ stato completato dopo circa un anno di lavoro il tunnel sotto la pista ciclabile, lungo le vie San Benedetto e Pirandello, lungo 930 metri e del diametro di quasi due metri, scavato ad una profondità che va da meno 10 a meno 4 metri sotto il livello stradale. Nel tunnel è stato inserito il primo tratto del nuovo collettore fognario realizzato per convogliare a gravità (con una pendenza del 2 per mille) le acque provenienti dall’asse attrezzato e dall’area residenziale Montericco, che attualmente finiscono nella rete fognaria esistente. Sarà così possibile ridurre le portate attualmente immesse nella rete fognaria presente lungo via Pirandello ed evitare futuri sovraccarichi. Questo primo tratto, che va da via San Benedetto, angolo via Papa Onorio II a via Pirandello, angolo via Tiro a Segno fa parte di un intervento più complessivo, progettato e finanziato da Con.Ami, che prevede altri due tratti. Una volta completato il progetto, le acque bianche, ovvero quelle piovane raccolte nell’area Montericco e nell’asse attrezzato finiranno nel fiume Santerno, dopo essere state convogliate lungo la nuova condotta separata dalla rete fognaria esistente che invece raccoglie i reflui e che corre parallela lungo via San Benedetto e via Pirandello per finire poi al depuratore Santerno. Complessivamente il progetto ha un costo di circa 3 milioni di euro, finanziati da Con.Ami. Per quanto riguarda i collettori fognari, si tratta di uno dei tratti più lunghi mai realizzati in Italia. La metodologia di posa cosiddetta del “microtunnelling”, cioè una trivellazione sotterranea, consente di costruire il collettore fognario mano a mano che la testa di perforazione scava nel terreno, spinta da martinetti idraulici sistemati nel pozzo di spinta. La fresa è lunga 8 metri ed ha un diametro di 2 metri ed è completata da un sistema di pistoni che consentono piccole curvature lungo il tracciato del tubo. Il macchinario, di fabbricazione tedesca, è guidato da computer sistemati in una stazione di controllo esterna e consente una notevole precisione attraverso un sistema di navigazione laser, con margine di incertezza di pochi centimetri. I lavori sono eseguiti dalla Cesi, mentre l’intervento di scavo è stato appaltato ala ditta Pato di Occhiobello, specializzata in questo tipo di tecnica di posa. La velocità di avanzamento del collettore è legata alla tipologia di terreno attraversata, in particolare nel lavoro di Imola è variata da qualche metro al giorno fino ad un massimo di 12-13 metri al giorno.