Imola. E’ come sempre con una sensazione di gratificazione e soddisfazione che vivo i viaggi di rientro dalle visite all’estero perché mi ricordano che un’altra edizione di Experiment si è conclusa con successo ed una nuova è in partenza. E’ un progetto complesso da gestire in cui sono personalmente coinvolta ma che sempre mi trasmette positività e voglia di fare perché mi conferma ogni anno che le nuove generazioni hanno idee, voglia di mettersi in gioco, valori e progetti da realizzare, oltrechè capacità da sperimentare e dimostrare. E il viaggio premio è sempre un’occasione per tutti, ragazzi, docenti e me, per arricchirsi di nuove conoscenze visitando importanti città e paesi.

Ma questo viaggio a Mondragon, come per altri aspetti quello dello scorso anno in Sicilia, ha un valore particolare in quanto oltre a sottolineare e valorizzare l’importanza dell’educazione e della formazione per la realizzazione personale e lavorativa dell’individuo, mi ha confermato come l’esperienza cooperativa per i suoi principi fondanti sia un importante strumento per comunicare, diffondere e tramandare valori quali uguaglianza, democrazia, partecipazione, responsabilità, solidarietà e coesione sociale.

Il distretto cooperativo di Mondragon rappresenta infatti il primo polo cooperativo industriale mondiale sia per le dimensioni raggiunte ma soprattutto per la rete cooperativa e i servizi alle stesse che ha saputo creare. Grazie all’impegno del sacerdote ideologo José María Arizmendiarrieta, che nel 1943, dopo la grave depressione economica e sociale che colpì quel territorio a seguito dello scoppio della guerra civile spagnola, istituì la Eskola Mondragón Politeknikoa, un centro educativo gestito democraticamente aperto a tutti i giovani della regione, nel 1956 cinque giovani studenti di quella scuola, sulla base degli insegnamenti acquisiti, diedero vita ad una iniziativa che giocò un ruolo decisivo nella nascita e successivo sviluppo dell’esperienza cooperativa: costituirono infatti la prima forma di impresa di Mcc: Ulgor (ora Fagor Electrodomésticos), una cooperativa inizialmente dedita alla produzione di stufe e fornelli, che, in poco più di 50 anni, ha saputo evolversi e svilupparsi dando vita oltrechè ad un gruppo cooperativo industriale nel comprensorio (Ularco – Fagor nel 1964), ad una banca (nel 1959 nasce Caja Laboral) ad una cooperativa per l’assistenza e la previdenza sociale (sempre nel 1959 nasce Lagun Aro) ad una cooperativa di studenti (nel 1966 nasce Alecop cooperativa industriale per supportare gli studenti nel mantenersi agli studi) e ad un Centro di ricerca e sviluppo (nel 1974 nasce Ikerlan). Tutte insieme poi, nel 1991, costituiranno Mcc (Mondragón corporation cooperativa) l’attuale gruppo intercooperativo che è la più grande società d'affari nei Paesi Baschi e la settima in Spagna, sia per quanto riguarda i fatturati che la forza lavoro impiegata. Una potenza quindi che gestisce non solo imprese manifatturiere industriali ma che alle stesse fornisce servizi finanziari, che offre un sistema di previdenza integrativa ai soci lavoratori, che si occupa di ricerca, sviluppo ed innovazione e che educa e forma sia dal punto di vista professionale che sociale sia direttamente, con una propria scuola di formazione ed una università parificata, che indirettamente attraverso collaborazioni con altri centri di formazione locali. Direi una esperienza unica che conferma come l’impresa cooperativa, la cui finalità è il soddisfacimento dei bisogni dei soci, sia una possibile opportunità economica e lavorativa ma anche una risposta sociale.

Ma per comprendere bene questo, credo sia indispensabile comunicare bene, socializzare il sapere, partecipare, lavorare in cooperativa e trasmettere alle giovani generazioni tutti i valori cooperativi. E’ importante in un momento di crisi come quello che stiamo attraversando che la cooperazione possa rappresentare per i giovani in cerca di lavoro, per tutti coloro che hanno voglia di mettersi in gioco e di impegnarsi, una alternativa possibile per trovare occupazione, dimostrare le proprie capacità e forse anche realizzare un proprio disegno o sogno. E il valore della cooperazione ci è riconosciuto anche dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite Onu che ha dichiarato il 2012 l’anno internazionale della cooperazione per mettere in risalto il contributo che le cooperative danno allo sviluppo, conciliando produttività economica con responsabilità sociale e riconoscendo il loro impatto sulla riduzione della povertà, l’occupazione e l’integrazione sociale.

Di qui la convinzione e la determinazione di Legacoop Imola nel riproporre anche per il corrente anno scolastico il progetto “Experiment” a partire dalla “Giornata della promozione cooperativa” il 25 ottobre 2011, presso la cooperativa 3 Elle, in quanto consapevoli che “Experiment” rappresenta una modalità per avvicinare il mondo della scuola al mondo del lavoro ma anche uno strumento per instaurare un dialogo con i giovani sui valori e principi della cooperazione, in quanto orgogliosi dell’impegno, della concretezza, della creatività e dell’attenzione ai bisogni dimostrata dai ragazzi nella realizzazione dei business plan sulla loro idea d’impresa e del patrimonio di idee raccolto in tutte queste edizioni, ma soprattutto fiduciosi di poter scoprire nuovi talenti e di poter educare i giovani all’imprenditorialità cooperativa in quanto indispensabili risorse per il futuro e lo sviluppo delle nostre cooperative.

Le cooperative sono infatti società intergenerazionali, ovvero crescono, prosperano e si sviluppano nel tempo per i soci di oggi ma anche per i soci di domani e se si vuole che, come nel passato, la cooperazione continui a rispondere ai cambiamenti sociali e a contribuire allo sviluppo economico del territorio, occorre continuare a costruire un percorso comune e condiviso con la collettività locale per una società più coesa, equa, partecipata, responsabile, consapevole. E gli artefici di questo cambiamento possono essere solo i giovani.

* Responsabile Progetto Experiment