Spett. redazione,
Imola, e forse non solo Imola, sta assistendo ad una moltiplicazione di eventi organizzati a scopo benefico. Moltissime le iniziative e le associazioni che le promuovono sollecitando istituzioni, forze produttive e cittadini a partecipare in vario modo. E’ vero che, visto nel suo insieme, il fenomeno sta assumendo numeri davvero importanti e crediamo valga la pena di interrogarsi sui motivi che lo producono ed i modi in cui si esprime, oltre all’impatto che ha sulla città.
La nostra prima constatazione è che Imola ha sempre avuto una vocazione alla solidarietà sociale che si rafforza in occasione di emergenze e la crisi economica e politica che stiamo attraversando lo è di sicuro.
Nel nostro territorio c’è anche una grande capacità organizzativa, data forse da un’attitudine al lavoro ed alla cooperazione. Ciò detto va aggiunto che siamo una popolazione che gode di un buon livello di salute e che, quando raggiunge l’età pensionabile, ha ancora la forza e la voglia di mantenere un ruolo sociale attivo. Non ci piace l’emarginazione, né per noi né per gli altri e lo sappiamo dimostrare.
Molte, quindi le associazioni di volontariato che sono sorte negli anni, tanto che esiste una consulta che le raccoglie e spazi istituzionali che, a vari livelli, verificano, stimolano e organizzano, in parte, le loro iniziative. Fino ad oggi ognuna aveva un suo spazio, una connotazione per gli interventi, i luoghi e le iniziative privilegiati per reperire risorse.
Ma ora qualcosa sta cambiando. La crisi economica in atto e le scelte politiche che subiamo e che stanno mettendo in ginocchio gli enti locali, fanno sì che le associazioni di volontariato stiano assumendo, in certi casi, anche un ruolo di supplenza a ciò che le istituzioni non riescono più a garantire.
Non è un caso che la maggior proliferazione si stia verificando tra le associazioni che si occupano di disabilità. Categoria impropria questa, nella quale si tenta di racchiudere una umanità la più varia, portatrice di bisogni, richieste, attitudini e caratteristiche estremamente diverse tra loro. E’ anche da ciò che nasce la tendenza a “specializzare” gli interventi di “volontariato”, che noi preferiremmo chiamare “collaborazione sociale”, proprio per orientarsi a dare risposte mirate e, quando si può, personalizzate.
E veniamo all’organizzazione degli eventi. Noi, delle associazioni “Praticamente” e Ast, abbiamo promosso un torneo di Burraco per raccogliere fondi utili alla sopravvivenza e alla realizzazione dei nostri progetti. Bene, vorremmo si riflettesse, insieme, su quante energie e collaborazioni e conoscenze si mettono in gioco per una iniziativa così piccola ed apparentemente banale. Andando in ordine occorre premettere che il Circolo Sersanti, un luogo splendido e accogliente, ci è stato offerto con gesto sensibile e di grande disponibilità da parte del presidente, dei soci e dei gestori. Occorreva raccogliere premi, perché volevamo che i partecipanti se ne andassero contenti e anche per coinvolgere più persone possibile nella cosa. Bèh, abbiamo parlato con molti commercianti imolesi e, nella quasi totalità, non si sono limitati a dare, anche con grande generosità, ma hanno chiesto informazioni ed ascoltato i nostri motivi. I pochi che non hanno contribuito lo hanno fatto scusandosi ed adducendo le difficoltà del momento, ma hanno ascoltato anche loro. I partecipanti al torneo sono stati coinvolti nei temi che le nostre associazioni cercano di sostenere ed hanno dimostrato grande attenzione e sensibilità, chiedendoci di ripetere l’iniziativa perché loro preferiscono ritrovarsi a giocare se hanno anche l’occasione per essere utili.
Amici e parenti ci hanno aiutato ad organizzare il buffet, stampare e diffondere volantini e locandine, contattare i giocatori… Molti partecipanti, grazie all’offerta dei doni, hanno conosciuto nuovi commercianti ai quali, forse, si rivolgeranno in futuro. Altri hanno scoperto i nuovi servizi offerti dal Circolo Sersanti e, forse, lo sceglieranno per festeggiare le loro ricorrenze.
Unica nota dolente la latitanza dei giornali locali, tranne 2 virtuose eccezioni. Nella constatazione che in questa occasione abbiamo coinvolto, a vario titolo e direttamente, almeno 200 persone ad occuparsi di disabilità e che, di certo, a loro volta, hanno comunicato ad altri queste riflessioni, appare evidente la sottovalutazione che la stampa ha dato, almeno in questa occasione, ad un modo efficace per far circolare la conoscenza su temi di rilevante importanza sociale. Se il ruolo dei media è solo “dare notizia”, forse questa lo era. Se, invece, è anche quello di interpretare la realtà e sollecitare la discussione su temi di interesse comune, bèh, in questo caso, si è davvero persa un’occasione. Tutto sommato ci aspettavamo che i giornali ci avrebbero dato una mano.
Per tutte queste considerazioni e per migliorare la “mira” dell’impegno delle associazioni imolesi che si occupano di disabili, ci sentiamo di avanzare 2 semplici e possibili proposte. La prima è l’invito alla collaborazione tra le associazioni che, unendo i loro sforzi attorno ai temi di più rilevante interesse comune e interagendo tra loro invece di disperdere in mille rivoli energie e le già scarse risorse, acquisterebbero forza e visibilità.
La seconda nasce dalla considerazione che l’insieme delle associazioni disabili ha ormai un ruolo ben definito di affiancamento delle istituzioni, quando non di supplenza per alcuni aspetti e, quindi, perché non dedicare uno spazio fisso alla loro espressione, sulla stampa locale? Spazio cui hanno accesso stabile altri tipi di associazionismo. Non è bello dover ogni volta chiedere accoglienza, fornire credenziali o vantare amicizie. I collaboratori sociali non dovrebbero occuparsi anche della promozione di se stessi, magari in competizione tra loro. La società civile dovrebbe agevolare, ognuno per ciò che può e che sa, coloro che dedicano tempo, passione e capacità, per rendere più agibile ed accogliente la nostra città. Tutti noi sapremmo riempire con notizie, discussioni e idee, un piccolo spazio fisso, aperto alla discussione.

Davide Forbicini – Praticamente (associazione di promozione sociale, consulenza, informazioni, sostegno ai disabili)
Anna Baldini – Ast (associazione per la sclerosi tuberosa, malattia rara)