Imola. Un fiore per ricordare i migranti morti nel mare e vittime delle frontiere. Anche ad Imola, il 2 novembre, nella giornata dei defunti, verranno commemorate le persone morte nel mar Mediterraneo seguendo un sogno di libertà, di democrazia, di benessere. L’iniziativa è organizzata dal Comitato 1° Marzo – Associazione “Giù le frontiere!”, in collaborazione con Rete “Carta mondiale dei migranti”, nell’ambito del programma di “Oltre la siepe”. L’appuntamento è alle ore 17 sul ponte delle Acque (in fondo a viale Dante). L’invito a tutti è, appunto di portare un fiore.

L’appello
Questa giornata nasce dal desiderio di non dimenticare mai i migranti vittime e colpevoli di aver osato cercare un luogo dove vivere meglio. “Le persone migranti sono bersaglio di politiche ingiuste – affermano gli organizzatori -. A detrimento dei diritti universalmente riconosciuti ad ogni persona umana, queste mettono gli esseri umani gli uni contro gli altri attraverso strategie discriminatorie, basate sulla preferenza nazionale, l’appartenenza etnica, religiosa o di genere. Tali politiche sono imposte da sistemi conservatori ed egemonici che per cercare di mantenere i propri privilegi sfruttano la forza di lavoro, fisica e intellettuale dei migranti. A questo scopo, tali sistemi, utilizzano le esorbitanti prerogative consentite dal potere arbitrario dello Stato-Nazione e dal sistema mondiale di dominazione, ereditato dalla colonizzazione e dalla deportazione. Questo sistema è, nel medesimo tempo, caduco, obsoleto e causa di crimini contro l’umanità. Per questa ragione deve essere abolito”. L'Italia è in questo momento il luogo simbolo del rifiuto che il mondo dominato dal mercato mondiale oppone al diritto e alla dignità di ogni persona umana. Il principio, sbandierato un paio d'anni fa, da “un illuminato” politico italiano per giustificare il Ddl sul fine vita, secondo il quale in Italia nessuno deve morire di fame e di sete vale per tutti e principalmente per questi uomini e donne, vivi e coscienti, che attraversano il “nostro mare” nella speranza di sfuggire alla persecuzione e/o alla povertà. Invece vengono cinicamente respinti, lasciati morire, fatti oggetto di ogni violenza, privati della loro libertà, confinati. L'ipocrisia non avrà mai fine e neppure la strumentalizzazione dei casi umani per ragioni che non hanno nulla a che fare con l'autentico interesse per la vita qui ed ora. Il Mar Mediterraneo che per noi italiani è soprattutto luogo di splendide mete turistiche, è per gli immigrati provenienti dalle sponde africane luogo di tragedia, violenza e morte. Promuoviamo il 2 novembre, un evento laico, interreligioso, internazionale, non-violento, che possa diventare un segno forte di risveglio della coscienza umana che si oppone alle logiche perverse di chi, in nome di un nuovo ordine mondiale, in realtà sta operande per una grande restaurazione che ci coinvolgerà tutti rendendoci tutti più poveri e meno liberi. Non ci interessa un nuovo ordine mondiale, ma che l'ordine mondiale sia soprattutto giusto e rispettoso della dignità e della libertà di tutti gli esseri umani perché come la terra è una anche l'umanità che la abita è una.

La tragedia nei dati
Fanno tutti a gara a contare quanti ne sbarcano, pronti a gridare all'invasore. Ma quanti sono quelli che non sono arrivati? Muoiono giorno dopo giorno. Anno dopo anno. E i loro corpi finiscono nell'oblio delle coscienze, seppelliti in fondo al cimitero Mediterraneo. Mangiati dai pesci e accatastati sopra le tubature dei gasdotti che sembrano a volte l'unico ponte rimasto tra le due rive. Dal 1988 sono morte lungo le frontiere dell'Europa almeno 17.856 persone. Di cui 2.049 soltanto dall'inizio del 2011. Il dato è aggiornato al 27 settembre 2011 e si basa sulle notizie censite negli archivi è aggiornato al 27 settembre 2011e si basa sulle notizie censite negli archivi della stampa internazionale degli ultimi 23 anni. Il dato reale potrebbe essere molto più grande. Nessuno sa quanti siano i naufragi di cui non abbiamo mai avuto notizia. Lo sanno soltanto le famiglie dei dispersi, che dal Marocco allo Sri Lanka, si chiedono da anni che fine abbiano fatto i loro figli partiti un bel giorno per l'Europa e mai più tornati. Un giorno a Lampedusa e a Zuwarah, a Evros e a Samos, a Las Palmas e a Motril saranno eretti dei sacrari con i nomi delle vittime di questi anni di repressione della libertà di movimento. E ai nostri nipoti non potremo neanche dire che non lo sapevamo. (Fonte: Fortresse Europe)

Info e adesioni: Cell.: 3287152026 – Emai: primomarzo2010imola@gmail.com
Seguici su Facebook