Medicina. Comitati di cittadini che si uniscono e, assieme a Legambiente Medicina, Legambiente Alto Ferrarese e Wwf Emilia-Romagna, chiedono “una moratoria immediata sulla costruzione delle centrali a biomassa che utilizzano per alimentarsi terreno fertile sottraendolo all’attività primaria: la produzione di cibo”.
Nell’incontro dello scorso 24 agosto a Medicina si sono ritrovati, oltre alle associazioni, i Comitati dei comuni di Budrio, Castello d’Argile, Castenaso, Galliera, Malalbergo, Medicina,San Pietro in Casale, Vigarano Mainarda
e le associazioni
La moratoria dovrà essere “preparatoria alla definizione dei Piani energetici comunali (Pec) senza i quali non si possono costruire selvaggiamente centrali a biomassa, parchi fotovoltaici su terreni agricoli e centrali eoliche. I Pec dovranno definire per ogni territorio quanta energia si consuma, quanta energia si può risparmiare, di quanta energia si ha bisogno, quale energia rinnovabile si può produrre rispetto alle caratteristiche del territorio stesso.
“Queste sono le basi senza le quali non si può partire a costruire centrali non supportate da bisogni effettivi e certificati – affermano associazioni e comitati -. Le centrali a biomassa assolutamente compatibili con il territorio sono tutte quelle che chiudono un proprio ciclo produttivo: centrali che utilizzano scarti agro alimentari della propria produzione nell’industria agro-alimentare(es. Pizzoli, Yoga, ecc,…); centrali esercite presso allevamenti bovini, suini, avicoli, che utilizzano i liquami prodotti dall’allevamento medesimo; centrali che utilizzano, sul posto, scarti agricoli prodotti dai coltivatori medesimi (es. sfalci, potature, ecc,…); centrali che utilizzano il gas prodotto dalle discariche; centrali completamente chiuse, compreso vasche digestato e stoccaggio della materia prima, come avviene nel resto del mondo, dove non fanno puzza”. Centrali che “non solo sono sostenibili, ma traguardano il futuro dei nostri agricoltori, nostro e dei nostri figli, in quanto sono centrali ad impatto minimo, sono centrali a km 0 che non hanno bisogno di tonnellate di combustibili fossili per poter funzionare (trasporto), sono le centrali di piccola taglia che pensiamo incontrerebbero anche il favore della cittadinanza intera”.
I comitati uniti hanno deciso, per portare un ulteriore contributo alla discussione ed alla condivisione della visione strategica delle energie rinnovabili, di organizzare a brevissimo, nel comune di Budrio, una conferenza con relatori di alto profilo, contrari alla realizzazione di centrali che utilizzano terreno fertile, conferenza il cui invito sarà rivolto anche ai futuri candidati sindaci di Budrio, in modo che i cittadini possano chiedere direttamente ai canditati quale posizione intendano assumere su questa problematica; hanno altresì invitato tutte le forze politiche a prendere una posizione netta su questo tema, “in modo chiaro e preciso”.