Imola. Sulla facciata della casa natale di Amedeo Ruggi in via F.lli Cairoli 15, il sindaco di oggi, Daniele Manca, ed Elio Gollini, presidente onorario Anpi, hanno inaugurato nella mattina del 30 ottobre 2011 una targa commemorativa a ricordo del 40° anniversario della scomparsa dell'ex sindaco operante dal 1962 al 1971. La targa recita: “Qui visse e operò Amedeo Ruggi (1900 – 1971) sindaco di Imola e comandante partigiano”. Hanno partecipato tra gli altri molti esponenti dell’Anpi, gli ex sindaci Bruno Solaroli, attuale presidente Anpi Imola, e Marcello Grandi e il parroco della chiesa del Carmine, don Gian Luigi Dall’Osso. “Questa targa vuole mantenere il segno della memoria anche per i più giovani – ha detto Daniele Manca -. Amedeo Ruggi è stata una figura di grande prestigio e popolarità che ha avuto un ruolo fondamentale nel portare avanti la costruzione e lo sviluppo della città. In questo suo lavoro è sempre stato apprezzato non solo dalla sua maggioranza, ma anche dall’opposizione, perché sapeva parlare a tutta la città”. Manca ha concluso sottolineando come sia giusto rivolgere un pensiero anche a don Giulio Minardi che negli anni della lotta di liberazione diede rifugio a partigiani ed ebrei. E’ toccato poi a Elio Gollini, presidente onorario Anpi, ricordare Amedeo Ruggi. Quella di Gollini è stata una toccante ed autentica testimonianza di vita vissuta, che ha ripercorso la storia da adolescenti prima e da partigiani poi di Amedeo Ruggi e dello stesso Gollini, partendo da quella sorta di “enclave partigiana dentro Imola”, come l’ha definita Gollini, che dalla chiesa del Carmine si estendeva lungo via Cairoli (dove vivevano le famiglia Ruggi e Gollini), fino ad arrivare al vicino Istituto di Santa Caterina ed all’adiacente convento delle Clarisse, suore di clausura. “Amedeo l’ho nel cuore dall’infanzia fino alla sua morte” ha raccontato Gollini, ricordando anche il fratello di Amedeo, Romolo e soffermandosi sull’importante ruolo di don Minardi. Al termine della cerimonia, nel cortile dell’astituto Santa Caterina, in via Cavour angolo via F.lli Cairoli, è stata posta una corona ai piedi del busto che ricorda don Minardi, che subito dopo l’8 settembre del 1943 diede ospitalità a tanti partigiani ed ebrei.