Imola. La Funzione pubblica della Cgil ha diffidato la direzione generale dell'Ausl dall'intraprendere decisioni unilaterali rispetto alle riorganizzazioni dell'Area critica e del 118. La dura presa di posizione è emersa dopo l'assemblea con i dipendenti del Dea (Dipartimento di emergenza ed accettazione), convocata da Fp-Cgil e Cgil medici, per discutere della riorganizzazione che l'Ausl intende attuare a partire da novembre. “Gli operatori, soprattutto i medici – spiega Mirella Collina, segretaria generale della Fp Cgil – hanno espresso la loro preoccupazione innanzitutto rispetto alla cancellazione dei posti letto di terapia intensiva cardiologica e di conseguenza alla gestione e collocazione dei pazienti critici. Inoltre, gli infermieri sono chiamati ad effettuare una rotazione su tutto il piano di area critica, senza che vi sia stata una formazione adeguata. Questo significa non riuscire a garantire la continuità assistenziale necessaria per i pazienti. Medici e infermieri criticano anche la tempistica decisa dall'Ausl: avviare la riorganizzazione senza aver prima stilato un progetto sottoscritto dalla direzione generale e dai responsabili di dipartimento, e senza aver redatto protocolli operativi, significa addossare ai lavoratori la responsabilità di quel che accade all'interno del reparto. Infine, per quanto concerne l'ambulanza del 118 riteniamo necessario salvaguardare questo servizio, importante per la sicurezza dei cittadini del circondario. Chiediamo anche all'Azienda di conoscere il costo dell'eventuale attivazione della convenzione con la Cri, più volte annunciata negli incontri delle ultime settimane, per capire quanto può essere il risparmio”.
Il personale sanitario chiede in conclusione “di discutere con l'Azienda non solo di questi due servizi – conclude Collina – ma chiediamo di essere informati sulle prospettive di tutti i reparti, mettendo sul tavolo i tagli previsti dalle manovre economiche, i pensionamenti, le maternità, per concordare le assunzioni di personale o discutere di eventuali riduzioni dei servizi”.