Pubblichiamo la lettera aperta della Fp-Cgil all'assessore regionale alla sanità, Carlo Lusenti, al presidente della Conferenza dei sindaci, Daniele Manca e al direttore generale Ausl di Imola, Maria Lazzarato.

Come sindacato che rappresenta i lavoratori dell'Ausl di Imola, Medici e personale di comparto, Vi esprimiamo la nostra preoccupazione per la situazione dell'Azienda sanitaria locale.
A premessa di ciò, precisiamo che siamo consapevoli dei tagli che sono avvenuti e avverranno nella sanità regionale, delle conseguenti ripercussioni a livello locale e quindi della necessità di elaborare una strategia di contenimento della spesa su più fronti. Riteniamo però assolutamente indispensabile entrare nel merito della discussione. Troviamo infatti assurdo che per situazioni che hanno ricadute pesanti sui lavoratori, ma soprattutto sui cittadini, le organizzazioni sindacali vengano solamente informate di quanto deciso, senza alcun confronto. La straordinarietà della situazione a nostro avviso richiede un salto di qualità nelle relazioni sindacali. Come Fp-Cgil vogliamo conoscere e discutere le strategie di contenimento previste per i prossimi mesi e gli eventuali risparmi rispetto ad altre scelte organizzative (ad esempio la convenzione con la CRI per l'ambulanza di Medicina) per fare un raffronto qualità-beneficio.
Non ci possiamo accontentare di semplici convocazioni nelle quali viene presentata l'organizzazione di una singola equipe perché il problema è complessivo, e respingiamo l'accusa che  il sindacato non accetta a priori le riorganizzazioni, o le novità, perché negli ultimi mesi abbiamo dimostrato il contrario.
Vogliamo un confronto vero, portando il contributo, nelle scelte che eventualmente si faranno, che deriva dall'esperienza dei lavoratori che rappresentiamo. Quando le scelte sono condivise è più semplice proseguire il percorso. La direzione aziendale deve assumersi la responsabilità dei progetti che elabora, sottoscrivendone i contenuti e i conseguenti protocolli operativi. I professionisti devono essere messi in grado di svolgere la propria attività, già gravosa e piena di responsabilità, sia clinica che assistenziale, senza avere la preoccupazione di pensare all'organizzazione del lavoro, alla elaborazione di procedure condivise e senza essere adeguatamente formati, ad esempio per sostenere  una rotazione su tutte le postazioni, come previsto nel caso dell'Unità terapia intensiva cardiologica. A questo proposito, oggi, abbiamo appreso dalla stampa che il direttore generale dell'Ausl imolese, Maria Lazzarato, ha ammesso che c'è stata una carenza nella comunicazione e che si slitterà l'avvio della nuova organizzazione dell'UTIC. Niente di più vero, a conferma della validità del contenuto della nostra diffida e della nostra richiesta di sospendere l'avvio della riorganizzazione. Ancora una volta però lo si apprende dai giornali, avremmo auspicato una comunicazione diversa, per lo meno nel rispetto delle persone che rappresentiamo.

Mirella Collina, segretaria generale Fp-Cgil
Giovanni Mascolo, Cgil Medici